Gli antichi, assecondando per necessità i ritmi delle stagioni e della terra, da cui traevano sostentamento e vita, scandivano l'anno agricolo, con i suoi flussi di vita morte e rinascita, in otto feste rituali, che avevano non solo sapore contadino, ma anche significato sotterraneamente esoterico.
Ricordate infatti che Eleusi era centro di un antichissimo culto dedicato a Demetra e Kore, meglio conosciute come la Madre e la Figlia, i cui poteri si estendevano sulla vegetazione?
Nei sacri Misteri Eleusini la morte del seme nel caldo grembo della terra, così come la rituale discesa di Persefone nel regno oscuro di Ade, precedevano la rinascita annuale di nuova vegetazione nei campi e la risalita di Kore, dea della primavera, scortata da Ermes psicopompo, ai luminosi reami della madre.
Allo stesso modo, l'Anima umana subisce un periodo di incubazione nei territori dell'Oltretomba per poi rinascere in nuova guisa, dopo aver cancellato ogni ricordo della vita precedente bevendoi alla sacra fonte del fiume Lete.
L'antichissima teoria della reincarnazione nasce da questa semplice osservazione del ciclo di morte e rinascita della semenza, affidata al campo smosso da poco con la lama dell'aratro.
E non è forse sbagliato supporre che la formulassero le donne che, per prime, sempre osservando, elaborarono l'agricoltura, i primi manufatti e le primitive forme di culto riservate ai morti.
E' universalmente riconosciuto infatti che furono le donne a creare forme stabili di civiltà.
In un mondo in cui far nascere i figli, coltivare la terra e adorare gli spiriti degli antenati doveva avere pressappoco lo stesso sapore, non esisteva nessuna visione duale delle cose, ma una più omogenea visione olistica che tutto comprendeva e assorbiva in un disegno segreto e al contempo manifesto dell'esistente.
Furono le donne a identificare gli otto momenti rituali di questo calendario antico insieme agricolo e spirituale?
Probabilmente si.
All'inizio il tempo venne scandito dai cicli lunari/mestruali il cui computo era parte degli obblighi delle sacerdotesse/sciamane della tribù.
Nasce così il mese di 28 giorni e l'annotazione dei pleniluni e dei noviluni, delle fasi crescenti e calanti.
Il parto e i riti ad esso legati imposero forse la necessità di un calcolo del tempo che comprendesse periodi più lunghi ed ecco i tredici mesi lunari, che raccontavano il ciclo del Sole, figlio della Dea, concepito e generato nel suo grembo, partorito, reso forte abbastanza da diventare uomo e abile cacciatore, capace di congiungersi alla Dea nella sua forma d'Amante, benedicendo così con il loro amplesso la terra e donando fertilità a tutte le cose, per poi declinare lentamente, morire ed accettare la lunga incubazione nel regno delle ombre, prima di una nuova, ma inevitabile rinascita.
Quello che oggi conosciamo come il Ciclo dell'Eroe era un tempo un ingegnoso alternarsi di Yin e Yang, di Terra e Cielo, di Dio e Dea che si esploravano reciprocamente nella loro danza.
L'energia femminile poteva dunque manifestarsi come Vergine, Amante, Madre, Crona, Morte e Rinascita e poteva declinarsi in tutte queste forme senza fissarsi in nessuna.
L'uomo poteva riconoscersi nel Figlio, nell'Amante, nel Vecchio, nella necessaria Morte e attendere speranzoso nuove rinascite.
Questa ritualità, questa ciclicità offriva conoscenza a tutti e per un tempo lunghissimo ha sostenuto le vite degli uomini in un mondo pieno d'avversità.
Il sentiero cominiciava a Samhain, il 31 Ottobre, quando le porte fra i mondi si assottigliavano, permettendo il passaggio sia ai vivi che ai morti. In questo periodo oscuro poteva capitare che un uomo si smarrisse per mille anni nel regno di Faerie, dove il tempo non trascorre secondo i nostri comuni criteri, credendo di aver vissuto un solo giorno della sua esistenza.
In questa fase il Dio è morto e il suo regno è quello dello sciamano Cernunnos, signore della soglia, dove l'anima attende di essere rigenerata.
Dopo il necessario periodo di incubazione, Egli rinasce nella sua gloria il 21 Dicembre, giorno del Solstizio d'Inverno, dopo una lunghissima notte nella quale ogni essere sulla faccia della terra ha temuto che il Sole non festeggiasse mai più una nuova alba.
A Candelora, il 2 febbraio, Brigit, la Vergine, esce dalla grotta in guisa di marmotta e a cavallo della sua scopa chiama a raccolta tutte le streghe. Questa è la festa dei poteri oracolari che appartengono di diritto a tutte le donne, ma anche la festa di tutto ciò che ricomincia, dei nuovi propositi, di quello a cui si deve dare il necessario inizio.
L'Equinozio di Primavera celebra la fertilità: nell'Uovo primordiale che, leccato dal Serpente, frantumandosi, generò ogni cosa, riconosciamo la segreta abbondanza del principio vitale, che assicura sempre nuova e rigogliosa rinascita. Ecco spiegate le uova di Pasqua che ci regaliamo in questa occasione ogni anno.
Da lontano sentiamo arrivare l'eco delle risate degli amanti nella notte di Beltane, nella quale, dopo l'attraversamento del fuoco rituale, che un tempo purificava e benediva coppie di animali e coppie umane, sono i sospiri a farla da padrone nell'ombra complice del bosco, dove il Dio e la Dea, in forma umana, benedicono con la loro unione ogni nuova abbondanza.
Il 21 Giugno, giorno del Solstizio d' Estate, celebriamo il dio Cacciatore all'acme della sua virilità e forza, ricordando che, dopo ogni vetta, si nasconde l'inevitabile discesa e che, da qui in poi, l'Eroe, così come il Sole, inizia il necessario declino.
Il dio Sole abbacina la terra con i suoi dardi di luce nel giorno di Lughnasadh, il 2 agosto; invecchia con l'Equinozio d'Autunno nel quale, come Saggio Senex, si prepara a volgere lo sguardo al lato oscuro, perchè invisibile, delle cose, e infine si consegna e muore nella notte misteriosa e insidiosa di Samhain, in cui tutto, misticamente, ha di nuovo inzio.
Una favola affascinante, dunque, regolava e scandiva le esistenze degli uomini antichi: un primitivo quanto saggio calendario solare che regolava le attività umane, accordandole con le energie materiali e immateriali del periodo, in una continua necessità di ascolto e modulazione/rimodulazione degli accordi del Piccolo in relazione al Grande, del Microcosmo in funzione del Macrocosmo, e viceversa.
Potete intimamente avvertire la sacralità e la bellezza insite in questo Mito Solare che si tramanda dalla notte dei tempi e che contamina, in modi e forme sottili, tutte le culture agricole, tra cui anche quella legata ai nostri luoghi?
Se solo cercassimo, troveremmo tracce, bagliori, segnali coperti dalla cenere o dal fumo negli occhi con il quale tradizioni successive ci hanno voluto confondere.
In questo articolo c'è un piccolo saggio di tutto lo splendore legato a questo ciclo di Vita/Morte/Rinascita che da sempre e profondamente introduce al significato esoterico ed essoterico della vita umana.
A voi, Ricercatori dello Spirito, volendo, il compito di continuare la ricerca.
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