Siamo affascinate da sempre dall'energia che in modo naturale e abbondante sgorga da alcuni luoghi della terra: i cosiddetti luoghi di potere. Come tutti conserviamo nel cuore le immagini e le sensazioni raccolte in posti dove avvertoiamo la possibilità di ricaricare le nostre forze fisiche e psichiche connettendoci con profonde radici telluriche.
Lo Spirito dei Luoghi
(nullus locus sine Genio)
(nullus locus sine Genio)
E' il frutto del nostro naturale battere i sentieri del Drago che solcano molte possibili direzioni.
Plotino parlava di Anima Mundi: ebbene noi vogliamo celebrare quest'essenza vivificante che in ogni luogo assume una connotazione totalmente diversa: molte identità per un'unica deità immanente e intrinseca a tutte le cose.
Sulle Tracce dell'Angelo
Luogo: Santuario di San Michele di Mezzo, Carpineto
Sulle Tracce dell'Angelo
Luogo: Santuario di San Michele di Mezzo, Carpineto
Questo è il bellissimo video realizzato da Antonio Manzo, gestore de Il Soffione.TV, che vi racconta la nostra escursione del 29 Settembre 2016 al Santuario di San Michele di Mezzo, a Carpineto di Fisciano, in collaborazione con l'Associazione Archeologando in Tour di Baronissi.
Il 29 Settembre ricorre la Festa degli Arcangeli.
Chi sono queste bellissime creature di luce che circondano il trono di Dio?
Nel Cattolicesimo ne conosciamo tre: Michele, Gabriele e Raffaele, ma anticamente si raccontava del culto dei Sette Arcangeli, ognuno con un proprio ruolo, una propria storia, oggetti simbolici che ne raccontavano i compiti.
Michele in particolare è oggetto in Italia di unadevozione fortissima.
I suoi luoghi di culto sono disseminati ovunque lungo la celebre "linea micheliana".
Abbiamo provato a raccontare storia e arte, mito e leggenda all'interno di un piccolo viaggio nello spirito nel luogo in cui l'Arcangelo Michele viene invocato oramai da molti secoli.
Brughiera
Luogo: Heraion di Paestum, Gromola
Questo video racconta di un luogo a noi molto caro, il sacro Tempio di Hera Argiva, di cui poche tracce sono rimaste (basamenti, altari) a Gromola, nella campagna pestana.
Nella tradizione degli Heraion, grandi luoghi di culto dedicati a una divinità mediterranea conosciuta come Hera, la Signora, i Greci giunti in Italia costruirono presso la foce del fiume Sele questo tempio, a protezione dei loro insediamenti, che svolgeva molte funzioni: accoglieva le navi provenienti dall'Oriente, presiedeva allo scambio di merci e valuta, vigilava sui sacri giuramenti, diventava luogo di ritiro per le fanciulle destinate al matrimonio: esse lasciavano qui le loro bambole, ultime tracce di un'infanzia a cui stavano dicendo addio, per tessere il sacro peplo che avrebbe vestito la statua della Dea durante la lunga processione per le vie della città. Qui le donne venivano a sacrificare per propiziarsi un figlio, un parto felice, qui lasciavano i loro ex-voto che, divenendo troppo numerosi, venivano sepolti in grosse buche sotto il pavimento del tempio.
Gli studiosi ottocenteschi immaginavano che un popolo proveniente dal mare adorasse in primo luogo una divinità marina e supposero che fosse Poseidone ad essere il nume tutelare della città. Infinite tracce ci raccontano invece di un culto tutto al femminile, che ancora adesso rende Paestum una terra ricca di strane suggestioni. Il tempio di Hera Argiva raccoglie forse quelle più forti. A Hera dunque, alla Signora, dedichiamo questo video che raccoglie le poche tracce lasciate dal tempo.
Il lungo inverno
Luogo: Bosco dei Cerri, Ciorani, Bracigliano
Questo video racconta le suggestioni di un gigante montuoso che nel gergo popolare è sempre stato chiamato la "Montagna Sgarrupata" per via delle fenditure rocciose che l'attraversano da parte a parte. Le Cerrelle erano il luogo in cui maggiormente si concentravano i boschi di cerri, ovvero di querce, quei maestosi alberi, tanto sacri alla tradizione druidica, al riparo dei quali i sacerdoti celtici celebravano i loro riti notturni avendo come unico tetto sopra di loro il cielo trapunto di stelle. Nel linguaggio celtico la parola Jur Giur significa bosco: da qui il nome del paese poco più sotto, Ciorani. Ma tutta la zona è ricca di toponimi legati agli alberi: Mai, Licinella, Tegli, Cerrella Acqua d'o Chiuppo... Se allora il Ciorano era colui che abitava nel bosco di cerri, capirete che, nella mia mente, il passo da qui a Faerie e al suo piccolo popolo è rapido come un baleno. Le foto di questi boschi, alterate al computer, le suggestioni delle parole raccolte in versi (si sa che le prime poesie furono formule magiche), l'incantevole musica di Makinef ( egli stesso scrive del suo lavoro "Faerie", datato 2011, che se le fate esistessero, sarebbe questa la musica che suonerebbero) sono stati alchemicamente fusi per generare quest'opera sciamanica, che raccoglie le suggestioni di questa terra.