"Se le porte della percezione fossero sgombrate, ogni cosa apparirebbe all'uomo per come è: infinita."
William Blake, The marriage of Heaven and Hell
Con infinita venerazione non posso che riportare di seguito stralci di un magnifico discorso di Salvatore Brizzi, praticante di Alchimia trasformativa, che attraverso la sua attività di conferenziere e scrittore partecipa attivamente al movimento di restaurazione dei Misteri.
Posto le sue parole come fossero le mie, perchè esse mi appartengono e descrivono magnificamente il mio sentire riguardo a quanto oggi io considero espressione artistica.
[...] Se si vuole liberare la massa non si può produrre arte per la massa, ma la si deve sempre costringere a uno sforzo d'apertura. Lavorando in favore dell'opinione pubblica non si aiuta il popolo, perchè dandogli ciò che lui chiede, cioè le cose con cui egli entra vibratoriamente in risonanza- come fa chi mira a irretirlo- lo si sprofonda sempre più nel suo stato soporifero.
L'artista che ha deciso di mettersi al servizio dell'umanità, non arresta mai la sua corsa, egli si manifesta come un punto interrrogativo vivente, un essere che suscita la meraviglia, che non combatte la mediocrità, ma la affoga nella Bellezza. [...]
L'artista non ha bisogno del consenso o della gratificazione semplicemente perchè già invaso dalla Gioia che viene dal Cuore, una sensazione che va molto oltre ogni genere di piacere. Il consenso del pubblico può arrivare oppure no, ma ciò non costituisce che una circostanza irrilevante.
L'artista che vuole divellere le radici dell'abitudine, scardinare le blindature fatte di vecchi modi di pensare, si preoccupa soprattutto di immettere nuove rilevanti intuizioni nell'atmosfera. L'extra- ordinario e il para- doxale (para- doxa = oltre l'opinione) devono affermarsi prima nel suo pensiero, poi nella sua azione quotidiana e infine nella sua opera.
In questo modo soppiantiamo i pensieri "precotti" di cui si nutre l'umanità intera. Il vecchio non va soffocato: è sufficiente confrontarlo costantemente con il nuovo; la sua sonnolenta banalità deve apparire evidente quando viene costretto al raffronto con l'insolito che avanza. Il processo di distruzione di qualcosa non è altro che l'avanzare di qualcosa di diverso. Mai concentrare la propria energia sul vecchio, se si desidera trascenderlo.
[...] Non si esprime il Bello sbalordendo il pubblico, ma, al contrario, è lo "stupore estetico" a nascere come conseguenza naturale dell'aver espresso il Bello.
Il Bello può mimetizzarsi nell'immagine di un giovane che piange lacrime di melanconia; in una prostituta che si sporge verso il finestrino di un'auto che si appena fermata... Anche questi possono diventare fatti extra- ordinari e risveglianti.
Lo stupore non nasce dall'evento, ma dalla qualità vibratoria con cui lo si mostra.
O meglio, la qualità vibratoria dell'artista consente a lui di mostrare l'evento in sè, oltre la superficie, e ogni evento, quando è colto in sè, è Bello e stupefacente, mentre nell'apparenza può ancora verificarsi l'illusione della bruttezza.
[...] Musicisti, transessuali, pittori, maghi, hackers, scultori, pornostar, fotografi, stregoni, spacciatori, extraterrestri, falsari, poeti, filosofi, fisici quantistici, puttane e marinai, risvegliamoci alla nostra anima e diventiamo i suoi veicoli dell'inseminazione planetaria.
Non attendiamo oltre... non attendiamo sonnolenti la sodomia psichica, adoperiamoci qui e ora per la trasmutazione delle coscienze.
Siamo gli agopuntori della Terra.
[...]Rapidi, mai statici precisi ed efficaci come tiratori scelti, gettiamo un pensiero, una frase, una nota, un'immagine o una qualunque azione animica con effetto risvegliante e ci dileguiamo - sicuri che qualcuno abbia colto- già pronti ad irrompere altrove.
Improvvisi e spietati combattenti arruolati nell'antifaida del pensiero.
Spiriti invisibili agli occhi di chi non vibra sulla nostra stessa frequenza. Operiamo colpendo nell'unico modo che non si aspettano e che più temono: cessando di odiare chiunque, divenendo immortali, cogliendo la Bellezza onnipresente.
... e tutto è Bene, quel che non finisce.
Officina Alkemica, Salvatore Brizzi