domenica 6 marzo 2011

Del custodire il Seme

Esiste la possibilità di organizzare la nostra esistenza scomposta, frammentata, scollata intorno ad un unico principio riformatore, che è il seme che è stato piantato dentro di noi, destinato a generare, qualora ne avessimo tempo e voglia, la nostra Anima.
Non che qui il Lavoro si concluda.
Questa bella Anima azzurrina e diafana in sè costuisce solo il Ponte, l'Attraversamento, il Camminamento che ci conduce alle soglie del Reame dello Spirito, l'energia sacra, il mondo altro, il luogo in nessun luogo che tutti ci avvolge e ci permea.
Capita a volte di riuscire a sentire la nostra vita come un soffio, il lungo respiro di questo Spirito che tutti ci comprende e ci permea, dal quale crediamo temporaneamente di staccarci quando questo alito attraversa il flauto delle nostre e vite e delle nostre incarnazioni.
E'allora che dimentichiamo l'Origine.

E'allora che diventiamo Io.
Dunque esiste lo Spirito, esiste l'Anima, esiste l'Io.
L'io è una corazza, un viatico che ci diamo per andare nel mondo, soggetto alle leggi del karma, le stesse che determinano il nero della penna del corvo e il bianco della piuma di una colomba.
Così veniamo alla luce biondi o bruni, alti o bassi, tenaci o intransigenti.
Veniamo al mondo con una personalità, frutto delle nostre incarnazioni, e di un carattere, veicolo che accoglie la possibilità per noi di trascendere le nostre caratteristiche. Nella nostra personalità possiamo contenere la paura, nel nostro carattere possiamo trovare la forza per superarla.
Il carattere raccoglie i versamenti dell'Anima, quando permettiamo che il nostro Sè più grande infonda nella nostra vita la nostra missione, il nostro compito.

Gandhi era un avvocato indiano che aveva studiato in Inghilterra, spaventato dalla sua ombra  e paurosissimo, con grosse difficoltà a parlare in pubblico.
Inviato nel Sudafrica per dirimere alcune questioni legali per conto di un suo cliente, tocca con mano a quali sopprusi siano sottoposti i suoi connazionali in quel paese, oltre a tutte le brutture dell'apartheid.

Da quel momento decide di intraprendere i primi passi del lungo cammino di liberazione non violenta del suo popolo, diventando un leader carismatico e rispettato.
Egli stesso racconta nelle sue memorie i primi iniziali atti di personale ribellione non violenta che annunciano un mutamento radicale e spettacolare della sua personalità.

Questo racconto chiarisce bene in che modo la possibilità di venire a contatto con la nostra anima e, dunque, con il nostro senso di missione ci permetta di trascendere i limiti dell'umana natura: di trasfigurarci, usando un termine recuperato dal patrimonio cattolico, e spesso frainteso, per rivelare tutta la luminosità della nostra Essenza.
Gurdjieff teneva esperimenti interessanti su questo argomento.
Aveva capacità ipnotiche da fachiro consumato che talvolta utilizzava durante gli incontri con i suoi adepti per chiarire la natura dei suoi insegnamenti.
Una sera, spiegando cosa fosse l'Essenza, di botto ipnotizzò due suoi convitati.
Il primo, persona nella vita estremamente tracotante, interrogato in stato di trance, rivelò un'Essenza non particolarmente sviluppata, ancora agli stadi iniziali.
Rispondeva come un bambino, dimostrava un'età di molto interiore a quella reale.
Il secondo provò invece di aver sviluppato meglio il suo seme interiore e di aver raggiunto un grado di maturazione maggiore.
Al risveglio, ovviamente, nessuno dei due ricordò nulla.
Nello stato ordinario di coscienza, la personalità copre le manifestazioni dell'Essenza e noi non ne siamo consapevoli.
Ebbene, è intorno a questo seme interiore, destinato a manifestare il Corpo Cristico, per recuperare un termine caro al Cristianesimo Esoterico, che bisognerebbe organizzare tutti gli io che affollano la nostra persona, affinchè siamo condotti alla Terra Promessa.
Così nella rappresentazione della Sacra Famiglia, allestita per la prima volta da Francesco d'Assisi, che non era troppo lontano da certi insegnamenti sufi, Giuseppe (la mente ordinaria) serve Maria ( il centro emotivo superiore) perchè generi l'Anima (il Bambino Sacro).
La mente non capisce, è lenta, ma decide di fidarsi del messaggio di un angelo (l'intuizione) e di occuparsi di questioni che non sembrano di questo mondo (come può una vergine partorire senza aver conosciuto uomo?), in attesa di una rivelazione che sconvolgerà ogni possibile previsione.

Così noi tutti possiamo, volendo, seguire la chiamata di un angelo e recuperare il Centro reale delle nostre esistenze.






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