martedì 10 ottobre 2017

La Festa dei Morti a Palermo

Pi rifriscarici l’arma
A Palermo, ancora oggi, per la Festa dei morti, i genitori regalano ai bambini dolci e giocattoli, dicendo loro che sono stati portati in dono dalle anime dei parenti defunti.



Ecco un tipico esempio di "Pupaccena" o "Pupa ri zuccaro", una statuina di zucchero colorato rappresentante solitamente ballerine per le bambine e cavalli con rispettivo cavaliere per i maschietti.
La mia raffigura una bella Angelica direttamente dall'Orlando Furioso dell'Ariosto.
I Pupi venivano offerti, in tempi più antichi, ai defunti, con l'assicurazione che, avendo vestigia umane, divorare loro o una persona in carne e ossa fosse la stessa cosa.
Nel "cannistru" non possono mancare Frutta Martorana e ogni tipo di dolciumi, fra cui i Tetù e i Teio, che letteralmente stanno a significare: uno a te, uno a me.



Qui una bella bancarella di Pupi ri zuccaro. Lo stand è stato allestito lo scorso 2 Novembre in Piazza San Domenico a Palermo da un Puparo della tradizione palermitana.


Ecco qui invece i suoi strumenti di lavoro. Le "pupaccena" sono state realizzate davanti ai nostri occhi deliziati.



lunedì 9 ottobre 2017

Culto delle anime pezzentelle fra Chiesa delle anime del Purgatorio ad Arco e Cimitero delle Fontanelle a Napoli.

                                                             
Refriscano ll’anem ‘o Priatorio
















Nella cultura popolare napoletana, mal tollerata dalla Chiesa, c'era l'uso di adottare una "capuzzella di morto" scelta a caso fra le tante senza nome.
Le si rivolgevano preghiere e richieste di grazie e di favori con la promessa che, se queste fossero state esaudite, il teschio anonimo avrebbe ricevuto la sua speciale cassettina di legno colorata e decorata.
Se invece l'anima del Priatorio (Purgatorio) non avesse compiuto il suo dovere, il teschio sarebbe stato girato verso il muro, a mò di castigo. 
Il linguaggio che permetteva al postulante e all'anima interpellata di comunicare era quello dei sogni. Attraverso le immagini notturne si ricevevano segni e indicazioni, richieste e profezie.
La "capuzzella" riceveva un nome o un nomignolo, una storia, un'identità, confermata e avvalorata dagli scambi notturni, e veniva onorata di un culto a metà fra preghiere ufficiali e riti la cui origine si smarriva nella notte dei tempi.

La Festa dei Morti a Palermo

“ Pi rifriscarici l’arma ” A Palermo, ancora oggi, per la Festa dei morti, i genitori regalano ai bambini dolci e giocattoli, dicendo loro...