martedì 5 giugno 2012

Pema Chodron: se il mondo ci crolla addosso

"Eppure, quando ci manca la terra sotto i piedi e non riusciamo a trovare nulla a cui aggrapparci, si soffre molto. Qualcosa di simile al motto del Naropa Institute:"L'amore per la verità ti mette con le spalle al muro". Potrebbe anche sembrare romantico come concetto, ma quando la verità ci inchioda, soffriamo eccome. Ci guardiamo allo specchio del bagno ed eccoci lì, con i nostri brufoli, la faccia che invecchia, la nostra mancanza di gentilezza, la nostra aggressività e la nostra timidezza- tutta quella roba lì.
Ed è lì che entra in ballo la tenerezza. Quando tutto traballa e nulla funziona, potremmo renderci conto di essere sull'orlo di qualcosa. Potremmo renderci conto di essere in un posto molto vulnerabile e tenero, e che la tenerezza può prendere direzioni diverse. Possiamo chiuderci e fare gli offesi, oppure possiamo cercare di sfiorare questa dualità che palpita. 
C'è senz'altro qualcosa di tenero e palpitante nel sentirsi mancare la terra sotto i piedi.
E' una specie di prova, quella a cui i guerrieri spirituali hanno bisogno per risvegliare i loro cuori. Talvolta è causa di una malattia o della morte che noi ci ritroviamo in questo posto. Proviamo un senso di perdita- perdita dei nostri cari, della nostra gioventù, della nostra vita.[...]
Le cose che vanno in pezzi sono come una specie di prova e anche una specie di guarigione. Noi pensiamo che il punto sia superare la prova o superare il problema, ma la verità è che le cose non si risolvono per davvero. Si riuniscono e poi cadono a pezzi. Poi si riuniscono nuovamente e nuovamente cadono a pezzi. Funziona così. La guarigione arriva quando si lascia lo spazio perchè tutto ciò accada: spazio per il dolore e il sollievo, la sofferenza e la gioia. 
Quando pensiamo che qualcosa si farà felici, in realtà non sappiamo cosa succederà.
Lo stesso capita quando pensiamo che qualcosa ci farà soffrire. Lasciare lo spazio a questa nostra ignoranza è la cosa più importante di tutte. Cerchiamo di fare quello che pensiamo sia di aiuto. Ma non sappiamo. Non sappiamo mai se finiremo per cadere a faccia in giù o per sedere con la schiena dritta. Quando c'è una grossa delusione, non sappiamo se quella sarà la fine della storia. Potrebbe anche essere l'inizio di una grande avventura.[...]
Le cose cambiano in continuazione, se solo potessimo rendercene conto. Nulla diventa come vorremmo, come lo sogniamo. Lo stato non centrato, intermedio è una situazione ideale, una situazione in cui non veniamo catturati e possiamo aprire i nostri cuori e le nsotre menti oltre il limite. E' uno stato delle cose molto tenero, non aggressivo, senza confini precisi.
Stare con quella instabilità- stare con un cuore spezzato, uno stomaco che brontola, con un senso di disperazione e la voglia di rivincita- questa è la via del vero risveglio.
Rimanere con quell'incertezza, imparare il trucco di rilassarsi nel mezzo del caos, imparare a non farsi prendere dal panico- questa è la via spirituale. 
Imparare il trucco di afferarre noi stessi in modo gentile e compassionevole è la via del guerriero.
Noi afferriamo noi stessi migliaia di volte ancora, che ci piaccia o no, ci irrigidiamo nel rancore, nell'amarezza, nella giusta indignazione- ci irrigidiamo in ogni modo, anche in un senso di sollievo, un senso di ispirazione.
Ogni giorno potremmo pensare all'aggressività nel mondo, a New York, Los Angeles, Halifax, Taiwan, Beirut, Kuwait, Somalia, Iraq, dappertutto. In tutto il mondo ciascuno attacca sempre il nostro nemicoe il dolore si intensifica di continuo.
Ogni giorno potremmo riflettere su questo e chiederci:"Voglio aggiungere anche io aggressività al mondo?" Ogni giorno, quando la situazione si fa tesa, potremmo semplicemente chiederci: "Voglio praticare la pace o voglio andare in guerra?".

Tratto da:
SE IL MONDO TI CROLLA ADDOSSO- Consigli dal cuore per i tempi difficili
di Pema Chodron



lunedì 21 maggio 2012

Jodorowsky: il santo civile

[...] Per consegnarsi a Dio era proprio necessario eliminare la donna, la famiglia?
Ed io, pur essendo stato allevato come un ateo, potevo aspirare alla santità?
Ogni religione ha i suoi santi. Frater Maurus non avrebbe tardato a diventare un santo, ma c'erano anche i santi mussulmani, i santi ebrei detti "giusti", i santi buddhisti illuminati e così via. Le religioni si erano appropriate della santità. Essere santo significava rispettare i dogmi. Che cosa restava a noi che non avevamo nessuna bandiera teologica? A noi che per la nosra natura animalesca desideravamo unirci a una femmina? Impossibile credere che Dio avesse creato la donna cattiva soltanto per tentare gli uomini buoni. Se loro erano sacre quanto noi, anche la copula era sacra e se tale atto conduceva all'orgasmo, esso doveva essere accettato e goduto come un dono divino. Pensai che potevo diventare un santo civile: la santità non doveva necessariamente essere legata alla castità o alla rinuncia del piacere sessuale, base della famiglia.
Un santo civile poteva benissimo evitare di entrare in un tempio e non aveva nemmeno bisogno di venerare un dio con un nome e un immagine predefiniti.
Quest'uomo, con una coscienza non soltanto sociale, non soltanto planetaria, ma anche cosmica, essendo stato capace di andare al di là degli interessi esclusivamente personali, avrebbe saputo agire a vantaggio del mondo. Sentendosi unito all'universo, i dolori degli altri erano i suoi dolori, ma le gioie degli altri erano anche le sue gioie. Sapeva compatire ed aiutare il bisognoso, così come plaudire all'uomo di successo, sempre che questi non fosse uno sfruttatore. Il santo civile sentiva di possedere il pianeta: l'aria, le terre, gli animali, l'acqua, le energie di base erano suoi e si comportava come se fosse il padrone, badando sempre a non danneggiare le sue proprietà. Il santo civile era capace di generosi atti anonimi. Amando l'umanità aveva imparato ad amare se stesso. sapeva che il futuro della razza umana dipendeva da coppie in grado di raggiungere una relazione equilibrata. Il santo civile combatteva perchè venissero trattati bene non soltanto i bambini ma anche i feti: questi ultimi andavano protetti dalla coppia nevrotica che li aveva generati modificando la velenosa industria del parto.
E combatteva anche per liberare la medicina dalle grandi industrie che fabbricavano droghe più dannose delle malattie. Giungere alla bontà del santo civile- estraneo a ogni setta, dolcemente impersonale, capace di stare accanto a una moribondadi cui non conosce il nome con la stessa devozione che riserverebbe a sua figlia, a una sorella, a una madre- mi pareva impossibile. Ma ispirandomi ad alcune favole iniziatiche in cui gli eroi sono scimmie o pappagalli o cani, tutti animali che hanno il dono dell'imitazione, decisi di adottare la loro tecnica. Di copia in copia, un giorno sarei pervenuto all'azione autentica. [...]

Tratto da La Danza della realtà, di Alejandro Jodorowsky

domenica 26 febbraio 2012

Pistis Sophia

In questi giorni mi insegue più forte il pensiero di Sophia, alata creatura, così figurata nella religione ortodossa, che è la protagonista principale della cosmogonia gnostica.
Causa della caduta e della nascita di questo mondo sciagurato, ella, disperata, vi rimane imprigionata finchè il suo fratello sposo, Cristo, non scende sulla terra e la riporta con sè nei mondi più alti durante il processo di Resurrezione.
Nella Gnosi, a partire dall'Uno, tutte le divinità procedono per coppie, definite Sizigie: esse sono antitetiche e complementari.
Cocreatrice dell'uno era la divinità che nell'Antico Testamento volò per prima sulle acque e venne chiamata Spirito Santo.
Da questa coppia primigenia discesero tutte le successive coppie di divinità, dette Eoni, in cui l'elemento femminile e quello maschile possedevano pari poteri e pari dignità. Ultima venne Sophia, che vedendosi lontano dall'Uno, che amava intensamente, in un atto di passione generò il mondo e il demiurgo malvagio che lo domina, salvo poi impegnarsi per la salvezza di questa materia oscura.
Sophia ha gli attributi magici di Iside che prima ancora li aveva presi dalla dea Maat e, dopo di lei, sembra che la Maddalena li abbia ricevuti in tema di sapienza e sacerdozio femminile, mente Maria ha assunto la funzione di redentrice e mediatrice fra l'umanità e Dio.
Ma perchè questo mondo dovrebbe essere malvagio?
E perchè Sophia è una dea esiliata e poi redenta?
Non accade forse perchè all'inizio dei tempi c'era davvero una dea madre venerata dalle prime genti che venne poi diseredata quando i popoli che veneravano il dio padre portarono il loro dominio e i loro costumi?
Non fu così che il mondo che la Dea creava dal proprio ventre finì con l'assumere carattere di negatività divenendo impuro?
Insomma, in qualsiasi modo ciò si mostri, esiste sempre una tredicesima fata oscura che è stata rinnegata, una Madonna dal volto nero considerata meno bella delle altre.
E una Sophia, caduta e redenta, che però ha di buono che, come Iside, essa incarna finalmente un Femminino legato alla sapienza e alla conoscenza, e non solamente alla maternità e alla creazione, un Femminino che è viatico per la Spiritualità, che è faro per i cercatori di conoscenza.




lunedì 20 febbraio 2012

Ermetismo ed alchimia

Nell'ultimo post abbiamo affrontato la questione della Magia naturalis e di uno dei suoi propugnatori, che fu il frate domenicano Giordano Bruno.
E' forse tempo di spiegare che la Magia rinascimentale è una magia alchemica che trae le sue posizioni filosofiche dal Neoplatonismo e dalla figura mitica di Ermete Trismegisto.
Nell'Antico Egitto veniva adorato un dio dalla testa di ibis, un uccello che un tempo abbondava sulle sponde del Nilo: il nome di questa divinità era Thot, ma, per progressive sovrapposizioni, essa finì per amalgamarsi a quella dell'Hermes greco, di cui condivideva alcuni attributi.
Successivamente si pervenne a una figura con minori caratteri di deità: Ermete Trismegisto, che assunse una collocazione storica, benchè con caratteri mitici, divenendo un personaggio della leggenda, chiamato tre volte grande in quanto considerato il più grande filosofo, il più grande sacerdote, il più grande re. Così a detta del Magus rinascimentale Marsilio Ficino.
Ermete diventa dunque un mitico benefattore degli albori della razza che porta conoscenza e sapienza ad un'umanità ancora bambina.
Così come Mosè fu considerato il capostipite della tradizione esoterica ebraica, ugualmente Ermete lo diviene di quella egizia, con un discreto numero di discepoli.
Fu così che, nel corso dei secoli, il dio Hermes si è trasformato nel maestro Hermete, fondatore dell'Ermetismo, che ha come suo principio costitutivo l'arte esoterica della trasformazione e del cambiamento.
Alla base di quest'arte troviamo l'Alchimia, che si pone come obiettivo non solo quello di trasmutare alcuni metalli in altri (il famoso piombo in oro), ma anche quello di convertire le sostanze più grosse in quelle più sottili.
Recita la Tavola Smeraldina, il documento alla base dell'ermetismo, attribuito direttamente ad Ermete Trismegisto: "Separerai il sottile dallo spesso, delicatamente, con grande ingegno."

Tuttavia lo scopo segreto dell'alchimia era quello di portare l'uomo al ricongiungimento con la coscienza divina. E' forse molto diverso dal tramutare il piombo in oro? In effetti no.
Cosa aveva mai di tanto importante l'oro per convogliare su di sè tutta la sua attenzione, a tal punto che gli occulti segreti della sua preparazione dovessero essere nascosti nelle immagini delle grandi cattedrali francesi?
Pressocchè nulla.
Esso si fa simbolo insieme ad altri metalli per indicare energie nascoste all'interno della nostra psiche.
Ed è con quelle che si cimenta il vero Alchimista.
Bisogna avere oro per creare oro, occorre cioè che il materiale grezzo della propria esistenza (il piombo) sia filtrato da quel minimo di consapevolezza con cui veniamo al mondo (oro) per produrre maggiore consapevolezza.
Il mercurio è ad esempio simbolo del modo in cui la nostra mente media con il mondo, assorbendone le forme, al fine di conoscerlo: non era Hermes il messaggero degli dei?
Tre sono gli stadi conosciuti di questo processo alchemico:
  • nigredo, o fase al nero, associata a Venere e al desiderio, che si manifesta in un duplice aspetto: benefico e dispensatore di vita, oppure malefico e dispensatore di morte e distruzione. Ecco forse dunque svelarsi il simbolismo delle Madonne nere, talvolta identificate con Iside.
  • albedo, o fase al bianco: la purificazione dal desiderio, che rimanda o all'ascetismo, il cui signore è Marte, simbolo di lotta e disciplina, e l'elemento a lui collegato, il ferro; oppure la possibilità di abbracciare il desiderio stesso, trasformandolo (che rimanda al tantrismo). Se l'obiettivo è raggiunto, l'Io viene chiamato Oro bianco o Zolfo bianco, materia che rende bianco il rame, metallo di Venere.
  • rubedo, o fase al rosso: associata al calore, è il ritorno alla terra con la coscienza purificata che restituisce la vita all'incorporeità. L'Io, oramai distaccatosi dalle scorie dell'esperienza, deve ritornare per darle luce e calore. 

Vi sono molti stadi e sottostadi che qui sono stati tralasciati per brevità di trattazione ma anche perchè spesso i testi alchemici sono criptici al riguardo.
L'approccio all'alchimia sembra passare per la via della "trasfigurazione": il corpo stesso viene preso come materia al nero e sottoposto a un processo di trasformazione tramite l'attenzione cosciente. Tecniche di percezione cosciente del corpo vengono insegnate in diverse scuole esoteriche, non ultima quella di Gurdjieff.
Lo stesso Jung lavorò molto sul concetto alchemico di trasformazione nella sua teoria sull'individuazione, usando però canali che avevano a che fare con la psiche, come i simboli, i sogni, le immagini e i miti. 

Ermete Trismegisto appare tre volte nella storia: nell'Egitto predinastico, ma questo momento è avvolto nelle spire del mistero; nella tarda antichità, quando il Pantheon pagano è ormai insoddisfacente e all'orizzonte si profila una nuova confessione, il cristianesimo; infine nel Rinascimento, quando è lo stesso cristianesimo a essere ormai fiacco e corrotto. E' qui che il Corpus Hermeticum viene ritrovato fra le rovine di Bisanzio nel 1460 e fa da apripista alla modernità.
Assistiamo oggi al rompersi della modernità con la nascita di nuovi scenari religiosi, che vanno dal guardare indietro del neopaganesimo contemporaneo alle forme di commistione fra antiche scienze e la psicologia contemporanea.
Può un antico dio dalla testa di uccello ricordarci ancora lo scopo fondamentale dell'essere umano: quello di tramutare il "piombo" dell'esperienza sensibile nell' "oro" della vera consapevolezza?

lunedì 13 febbraio 2012

Magia Naturalis

Riallacciandomi all'ultimo articolo in cui, in qualche modo, accennavo al tema della Magia e al modo spontaneo in cui essa si diffonde fra le nuove generazioni, affascinando con simboli e riti, non posso non fare riferimento a come invece essa veniva concepita ad esempio da un grande pensatore e filosofo del passato: Giordano Bruno.
Se gli aveste chiesto di insegnarvi qualcosa sull'argomento, vi avrebbe spiegato, tanto per cominciare, che lui usava chiamarla Magia naturalis e che, sempre per come lui la vedeva, essa abbondava nei bambini.
Come dargli torto?
Conosco piccoli uomini in grado di scivolare in trance naturali e spontanee, di ricordare episodi della loro vita passata con estrema naturalezza, di parlare contemporaneamente piu' lingue: questo perchè in verità i bambini e gli anziani sono quelli più vicini ai luoghi della vita in cui le dimensioni si assottigliano e il velo di Maia si fa più sottile fino quasi a strapparsi.
Poi i nostri cuccioli inesorabilmente crescono e si conformano al Primo e al Secondo Mondo (la famiglia, la società) per un processo necessario e inevitabile che assicura la sopravvivenza prima, l'integrazione poi.
Ma la Magia Naturalis persiste nella Natura, nell'Energia che permea tutte le cose, in quell'Intelligenza immanente e suprema che per Giordano era Dio.
Chi è dunque il Mago?
Il Mago è colui che persegue l'evoluzione della sua Anima secondo gli schemi divini, sottoponendosi ad un allenamento costante delle sue facoltà fino ad arrivare ad essere ciò che un uomo può davvero diventare: un individuo con capacità illimitate che riaccende in sè la Luce dell'intelligenza suprema.

Giordano Bruno era famoso per il suo metodo mnemonico tramite il quale insegnava ai suoi studenti ad ampliare a dismisura le loro capacità di ricordare.
A tal proposito aveva realizzato anche un mazzo di carte che aveva lo scopo di raccogliere archetipi, simboli figure primordiali, che andavano memorizzate nei minimi particolari per essere così interiorizzate dall'inconscio, in modo da rilasciare gradualmente le loro potenzialità.
Era un'Alchimia trasformativa che lavorava sul piombo del'uomo per farne oro.

Giordano Bruno era un uomo di costumi non proprio morigerati, ma anche di grandi ideali filantropici: la libertà di culto, la pace tra popoli di costumi diversi, il libero pensiero.
E nonostante fosse conosciuto per il suo esagerare con il vino e per il suo amore per le belle donne, fu l'essere integerrimo che compì il sacrificio finale sul rogo quando capì che, abiurando e tenendo in luogo pubblico, così come gli era stato offerto, un discorso di confutazione di tutte le sue teorie, avrebbe mandato un segnale discordante a tutti i giovani ( e in Europa erano tanti)  che leggevano i suoi libri.
Da dove viene allora tanta integrità morale, quella vera, che permette a un uomo di divenire la trasfigurazione di se stesso?
Per Giordano Bruno proveniva dalla Magia Naturalis, da quella Alchimia che non era processo di trasformazione dei metalli ma dell'uomo, che era processo di avvicinamento alla Divinità.


mercoledì 8 febbraio 2012

Io ballo da sola: la Magia Naturale delle nuove generazioni.

La ricerca della Magia e il bisogno imperante fra i più giovani di trovare nuovi nomi per la realtà.
Ho letto di recente diversi testi appartenenti alla corrente Wicca, così come in passato, quando ero più giovane, mi aveva interessato moltissimo tutto il filone della Profezia di Celestino, che può a ben diritto essere collocato nella corrente New Age.
C'è sempre, nelle nuove generazioni, più che nelle vecchie, una pressione affinchè qualcosa di dirompente avvenga, affinchè un qualche cambiamento dello status quo si manifesti. E' una questione di energia sessuale, direbbe il buon vecchio Gurdjieff: essa chiede, attraverso le nuove anime, che arrivano in successive incarnazioni su questo pianeta, di generare un'onda d'urto e di ritorno.
Quali forme assuma questa bomba atomica potenzialmente inesplosa lo dice il tempo e le sue necessità.

Sperimentazioni di stati alterati di coscienza attraverso droghe sintetiche o ricavate dal mondo naturale, bisogno di esplorazione della propria sessualità in modi e forme del tutto personali (qui mi viene in mente necessariamente il bellissimo "Io ballo da sola" di Bertolucci), creazioni di Congreghe magiche che si allacciano alla corrente Wicca e celebrano i ritmi della Luna e il sorgere e tramontare delle maree del Tempo, Corti stregonesche italiche dedite alla riscoperta della Tradizione di Noialtri.
Aggiungerei riti satanici necessari ad esplorare il lato oscuro di questa energia connesso al potere e al controllo.

Siamo in un tempo in cui la Magia ha un suo seguito fra i giovanissimi.
Piccole collane letterarie sono consacrate ai preadolescenti.
Questo mondo si colora di pentacoli alchemici, bacchette rituali, calderoni e celebrazioni dei Sabba maggiori e minori.
E non è un mondo che mi dispiace.
In quale luogo della nostra mente abbiamo relegato il Fantastico?
Siamo inondati di notizie su come dovremmo percepire ciò che ci circoconda.
Neanche tanto sottilmente, cioè, ci viene propinato un paradigma di interpretazione dei dati sensibili attraverso i media sempre più convincenti.
Siamo inondati di crisi, carenza, mancanza, necessità, pericolo, paura, emergenza.
Siamo allontanati dalla nostra capacità intrinseca di essere nell'abbondanza.
Nessuno ci insegna più come essere nel flusso delle cose, come vivere la ricchezza in tempi di carestia.
C'è sempre uno spaventoso mondo fuori di noi che vince a tavolino ad ogni ripresa, perchè si dà il caso che sia lui il più forte.
E su questo sembriamo non nutrire alcun dubbio.
Che i giovanissimi allora, dicevo già prima destinati a rompere lo schema delle cose, cerchino luoghi altri della presenza, mondi del fantastico, terre di esplorazione e di confine, trovo sia quanto di più potente ci sia come forma di guarigione collettiva delle memorie e delle coscienze.
Queste creature arrivano per guarire il vecchio. Possiedono un potente potere rigeneratore capace di travalicare lo schema imperante e, io spero, di distruggerlo per costruirne di nuovi, evitando cancrene.
I giovani possiedono un potere sciamanico.
Essi, a livello inconscio, detengono la "Visione". Ogni epoca possiede una sua "anima", una forma ab origine che si viene a concretizzare sul piano materiale e che alcuni esseri umani, che si fanno canale, si impegnano a manifestare. Tutte le forme di contestazione, nel bene e nel male, possiedono questa energia uraniana necessaria a scardinare il vecchio affinchè il nuovo possa manifestarsi, così come nell'idea originaria che vibra nel mondo prima delle cose stesse.

Scardinare, eliminare il superfluo, ricomporre secondo un flusso preciso di informazioni che di volta in volta investe il pianeta.
Che i bambini siano indaco, cristallo o arcobaleno poco importa.
Tutte le nuove anime vengono per distruggere il Tempio e ricostruirlo in tre giorni.
E tanto basta.

giovedì 2 febbraio 2012

La La Land

Alla fine tutte le tradizioni dicono che l'importante non è guarire l'Io dai suoi infiniti mali: le nevrosi, le fobie, le ossessioni.
L'Io è fatto apposta per generarne di continuo. E' una Segretaria, a volte molto ben organizzata, molte altre meno, con una "leggera" tendenza ossessivo- compulsiva: guai, insomma, se disegnate fuori dai quadratini dello schema.
Ebbene, il punto non è eliminare questa parte di noi, il punto è "trasferirsi" altrove, ciò che i Mistici chiamano "non identificazione".
Se siamo consapevoli di non essere la Segretaria impazzita, se smettiamo di identificarci con essa, la povera donna continuerà ad esistere, ma non ci condizionerà più l'esistenza, perchè noi saremo altrove.
Ci saremo spostati dall'Io al Sè, dalla personalità ad una percezione espansa della realtà, nel Qui e Ora.
Oggi, curiosando su You Tube, mi sono imbattuta in un magnifico video in due parti, in cui una splendida donna racconta, per me in maniera illuminante, cosa accade nella nostra mente quando siamo Io e quando siamo Sè.
Se avete un pò di tempo, guardatelo.
E' una preziosa scintilla di consapevolezza.


Un colpo di intuizione- parte prima
Un colpo di intuizione- parte seconda

lunedì 30 gennaio 2012

Passaggio radiofonico

Domani mattina, dalle ore 12,00 in poi, sarò ospite della bella trasmissione radiofonica curata da Milena Acconcia che va in onda ogni Martedi dalle ore 12,00 alle 12,50 su Unisound, la webradio dell'Università di Salerno.
Durante l'incontro avremo modo di chiacchierare di Poesia e Arte, partendo da Arcano della Magia, un mio testo di qualche anno fa, in cui tratto in forma di versi il processo di Iniziazione che si trova ad affrontare una donna comune, in maniera del tutto inaspettata, alla fine di un'estate.
Da lì trarremo spunto per allargare il discorso sui temi cari a me e a questo blog: Esoterismo, Mitologia, Simbolismo, Guarigioni Olisitiche e in particolar modo Sciamaniche.
 
Il link che pubblicizza l'evento è questo:


Successivamente, la trasmissione sarà riascoltabile in podcast cliccando su questo link:
e poi sulla scritta Riascolta le puntate precedenti nella sezione Podcast. 
Farò comunque in modo di farvi avere il link diretto appena disponibile.

L'url della webradio è :


A domani!





mercoledì 18 gennaio 2012

Lo spazio oltre la ragione

[...] Qualunque sia la causa, un bambino autistico non mostra quasi nessuna reazione al mondo esterno e agli altri. Se viene messo su un'altalena e spinto avanti e indietro, potrà apparire lievemente coinvolto dall'esperienza, ma appena viene lasciato da solo a spingersi precipita nell'apatia.
Se gli si tira una palla, non alza mai le mani né per prenderla  né per respingerla. La maggior parte del tempo libero lo trascorre facendo movimenti ripetitivi e meccanici chiamati "twiddling".
Per qualche ignoto motivo, la scintilla del desiderio si è persa nello scuro e tortuoso labirinto dell'egocentrismo.
A volte per farla tornare è sufficiente un trucco. Una volta guardai un videotape di bambini autistici che, a tre o quattro anni, non avevano ancora imparato a camminare. Chiusi nel loro isolamento, riuscivano a stare in piedi solo se si dava loro un sostegno a cui appoggiarsi. Altrimenti cadevano immediatamente a terra e non cercavano di rialzarsi. Per aiutare questi bambini, fu escogitato un artificio geniale. Dapprima, vennero messe a circa tremetri l'una dall'alra due sedie unite da una corda. Ogni bambino venne convinto a tenersi alla corda e a fare qualche passo.Dopo un po', svolto questo compito, il bambino era in grado di andare da una sedia all'altra senza cadere. La volta successiva la corda grossa venne sostituita con una più sottile, ma il bambino non notava la differenza. Alla fine dell'esperimento, il bambino camminava "sorretto" da un pezzetto di spago inconsistente.
A quel punto ecco il colpo di genio. Per liberare i bambini dalla routine meccanica di camminare da una sedia all'altra, gli sperimentatori diedero ad ognuno di essi una cordicella da tenere in mano. Sentendosi sicuro perchè aveva ancora il suo sostegno, il bambino ora poteva camminare liberamente. Il momento in cui lasciarono andare la corda aveva qualcosa di magico. Osservando questi bambini che percorrevano per la prima volta la loro stanza mi chiesi quanti piccoli passi mi separavano dalla libertà, passi che mi sembrano burroni enormi e invalicabili, perchè non ho un pezzettino di corda da usare come ponte.

Tratto da La vita senza condizioni di Deepak Chopra

martedì 17 gennaio 2012

Tristi storie d'amore

Nel suo libro di schizzi autobiografici, Viaggi, (*)Crichton ricorda il periodo che trascorse nel reparto cardiologico di un ospedale universitario di Boston.
Fra gli studenti del terzo e del quarto anno vi è l'usanza di avvicendarsi per breve tempo in tutte le specializzazioni mediche più importanti. Crichton non aveva nessuna intenzione di proseguire cardiologia ma, mentre si trovava proprio in quella specialità, ebbe un'idea semplice e piuttosto nuova: e se le malattie di cuore non fossero uguali per tutti ma avessero un significato particolare per ognuno?
Ciò che indusse Crichton a a fare queste speculazioni furono alcune famose scoperte di patologia fatte nei primi anni Cinquanta. Durante la guerra di Corea i corpi dei giovani soldati morti in battaglia venivano sottoposti ad autopsia e i dottori furono sorpresi nello scoprire che le arterie di oltre il settanta per cento di loro mostravano segni di avanzati di aterosclerosi; quelle giovani arterie stavano già costruendo placche di grasso, interrompendo il passaggio dell'ossigeno al cuore e dirigendosi, inesorabilmente, verso l'attacco cardiaco.
Eppure, se già a diciassette anni gli uomini erano affetti da questa malattia, si chiese Crichton, come mai un attacco coronarico è tipico degli uomini fra i quaranta e i cinquanta ?
"C'era da ritenere che tutti questi pazienti se ne fossero andati in giro con le arterie ostruite fin dall'adolescenza", scrive Crichton. "Un attacco cardiaco può sopraggiungere in qualsiasi momento in quelle condizioni. Perchè avevano aspettato venti o trent'anni per manifestare un infarto? E perchè si è verificato quest'anno e non il prossimo? Questa settimana e non la scorsa? "
Per potersi rispondere decise di andare ad indagare sui sentimenti che nutrivano i pazienti cardiopatici riguardo alla loro malattia. L'approccio diretto sembrava essere il migliore, quindi Crichton si recò in reparto e chiese ai suoi pazienti di punto in bianco: "Perchè ha avuto un infarto? Si rendeva perfettamente conto che le sue domande avrebbero potuto scatenare reazioni imprevedibili.
"La mia domanda suggeriva anche che i pazienti cardiopatici assero qualche possibilità di scelta nel merito e quindi un certo controllo sulla loro malattia. Temevo che potessero reagire con rabbia, per cui iniziai con il paziente più disponibile nel reparto, un uomo intorno ai quarant'anni che aveva subito un attacco leggero.
"Perchè ha avuto un infarto?"
"Vuol saperlo veramente?"
"Si, certo."
"Ho avuto una premonizione. L'azienda vuole che mi trasferisca a Cincinnati, ma mia moglie non vuole venire. Ha tutta la famiglia qui a  Boston e  non vuole partire con me. Ecco perché"
L'uomo aveva raccontato il fatto con estrema calma, senza alcun segno di rabbia. Quando Crichton provò a sondare gli altri pazienti del reparto, si rese conto che le risposte che si alternavano erano simili.
"Mia moglie parla di lasciarmi."
"Mio figlio non vuole fare giurisprudenza."
"Non ho avuto l'aumento."
"Mia moglie vuole un altro bambino e io non credo che ce lo possiamo permettere."
Nessuno si rifiutò di rispondere, eppure nemmeno uno menzionò l'aterosclerosi come causa del suo infarto, nè i normali fattori di rischio come una dieta grassa, l'ipertensione, la mancanza di esercizio fisico e il fumo.
Alla fine degli anni Sessanta, il collegamento mente- corpo non era preso in considerazionee Crichton rimase perplesso dai punti di vista dei suoi pazienti. Ripensandovi, scrisse: "Ciò che vedevo era che le loro spiegazioni avevano un senso dal punto di vista dell'intero organismo, come una specie di traduzione fisica.
Questi pazienti mi raccontavano delle storie che avevano nociuto ai loro cuori in senso metafisico. Mi raccontavano storie d'amore. Storie d'amore tristi, che avevano fatto male al loro cuore. Le moglie, le famiglie e i capi non li amavano. Il loro cuore veniva intaccato. E molto presto, letteralmente, veniva letteralmente attaccato."
A Crichton può essere attribuita un'anticipazione di un concetto chiave della relazione mente- corpo, ora universalmente accettato: che i nostri sentimenti non vivono in un mondo isolato dalle nostre cellule. Ma ciò che dà fascino alla storia di Crichton è il perfetto tempismo di questi infarti, che era allo stesso tempo controllato e assolutamente imprevisto dalla vittima. I suoi pazienti sapevano ciò che avevano fatto solo dopo averlo fatto. Questo punto debole fa intravedere un nuovo aspetto del mistero.
Vediamo il copro che recita i drammi della mente, eppure non abbiamo ancora scorto il regista che decide quale sia la scena seguente.Ciò accade perchè la mente ha deciso di negare una parte di se stessa.

Tratto da La vita senza condizioni di Deepak Chopra.

(*)Michael Crichton, medico prestato con immenso successo alla scrittura. Prolifico autore di libri di successo ha venduto oltre 100 milioni di copie in tradotti in 30 lingue. Tra i suoi bestseller, universalmente noti per le loro traspoiszioni cinematografiche, Jurassic Park, Congo, Sfera oltre la serie televisiva «E.R.». Nato a Chicago è cresciuto a Long Island (New York). Ha studiato a Harvard medicina.


venerdì 13 gennaio 2012

Canto del Tempo di Mezzo.

Questo è il tempo del silenzio che cova la nuova vita. I contadini lo sanno e arano a fondo i campi brulli dell'inverno, tagliano gli sterpi inutili che non permetteranno alle nuove gemme di nascere sui rami buoni della primavera, sradicano alberi secchi, perchè, come dice mio suocero: "Anche le piante muoiono."
E così, l'altro giorno, osservavamo in campagna il suo dirimpettaio che annodava i virgulti giovani ai fili di ferro stesi in bell'ordine e l'altro suo vicino arare con la zappa nuovi solchi di terra che accoglieranno la prossima verdura.
I contadini lo sanno che questo è tempo di preparazione: il generale inverno non è andato via, ma nell'aria si avvertono nuovi odori di vita ancora lieve, ma percettibile.
Brigid tornerà a Febbraio con i doni della Candelora, i lumi freddi e bianchi accesi nella notte e i presagi sottratti alle acque e agli uccelli.
Il tempo è cambiato, ancora.
Le giornate cominciano ad allungare il loro tratto, a stendere il passo.
L'inverno è cominciato, ma in realtà ce lo siamo già lasciato alle spalle.
Questo è un tempo adatto alla meditazione sulla vita.
Questo è il tempo di sedersi e di scorgere intorno a sè il timido annuncio della nuova era che nasce.
Questo è il tempo della Terra, della Madre che sottilmente fa sentire la sua danza sotto i nostri passi, quando siamo abbastanza lontani dal farfuglio delle vetture e della gente da poter osservare il potere radioso di un albero.
Questo è Zazen: il saggio che osserva commosso la luna in una notte serena, mentre avverte chiaramente che i ladri gli stanno derubando i pochi oggetti preziosi che possiede.
Ieri, passando in un laboratorio di analisi e attendendo il mio turno, leggo sul calendarietto da tavolo, fermo al foglio del giorno in corso, questa frase: "Solo per oggi non preoccuparti di nulla, non muoverti, non generare alcun gesto. Ti accorgerai che Dio sta provvedendo affinchè nulla ti manchi".
Che anche la Divinità, in qualsiasi modo possiamo percepirla, sia intenta ad arare i nostri terreni?

La Festa dei Morti a Palermo

“ Pi rifriscarici l’arma ” A Palermo, ancora oggi, per la Festa dei morti, i genitori regalano ai bambini dolci e giocattoli, dicendo loro...