venerdì 17 dicembre 2010

Il buio dell'Anima

Quando la Luce si spegne, la Direzione è dentro di noi.
Il Buio è iniziato il 13 Dicembre con la festa di Santa Lucia, che, simbolicamente, perde i suoi occhi da mortale per rinascere a nuovi occhi, quelli della Vista, aperti alla modalità interiore.
Ecco ciò che accade in questo cupo periodo dell'anno in cui ci si avvicina in modo stringente alle energie dell'oscurità, dominate da una forte presenza Yin.
Tutto è in nuce, tutto diventa potenza, seme, forza concentrata in se stessa nello sforzo di ritrovarsi prima di esplodere nella nuova generazione dell'anno.
Il mondo si piega su se stesso e, in questa ombra iniziatica, la guida è il senso interiore, l'emozione, la connessione profonda con se stessi che radica alla terra nello smarrimento del vento boreale.
La paura ci avvolge, la via è perduta, le intenzioni camuffate, i nemici sono in agguato nelle pieghe dei muri e delle porte come quando, da piccoli, allo spegnersi delle luci della stanza, tutto ci sembrava irreale e onirico e le inquietudini erano mostri nascosti sotto le tavole del letto.
Il cigolio lento della molla era il vago ghigno della strega invernale che sbatteva con la coda della scopa contro i vetri della nostra stanza.

"Affronta le tue paure," suggerisce il Sud "le emozioni nascoste dietro le ansie che agitano i tuoi sogni. Questa è la notte buia dell'anima. Bisogna percorrerla come percorso di fede, come suggeriva Giovanni della Croce, con passo di funambolo svelto e senso interiore. Il cammino non è sicuro, ma bisogna accettare di smarrire le proprie certezze".

Bisogna accettare di perdersi.
Arriverà la mezzanotte e ci troverà rannicchiati gli uni contro gli altri a luci spente e senza fuoco che scaldi.
In quante notti così il mondo si è chiesto se di nuovo sarebbe sorta la Luce, se il Sole avrebbe vinto le forze oscure della Notte e del Caos.
E, tuttavia, è il Caos che partorisce il mondo e questo gli antichi lo sapevano bene.
Le stelle nascono dalla danza della Donna con il Serpente.
Le stelle nascono dalla con- fusione.

A 0° gradi del Capricorno, l'eroe Ercole, l'eroina Inanna siedono sotto l'albero di Yggdrasil, che è la colonna che collega i tre Mondi, quello di Sotto, quello di Mezzo, quello in Alto, decretandone la connessione e la stabilità.

L'eroe è lo sciamano che danza fra le dimensioni e si ricorda  di se stesso.
L'arma è la Consapevolezza, l'afferrarsi al flusso di coscienza interiore, alle emozioni, al sentire illuminato dalla Presenza che guida al buio nell'oscurità del nostro vivere.





Astro Christmas in Jazz


Il 25 Dicembre alle ore 22:00
presso il bar caffè Les Amis
Bolano, Fisciano (Sa)
serata di previsioni astrologiche
 per il nuovo anno
con 
Maria Luisa Pesce,
accompagnate dalla buona musica jazz
 di 
Linda Andresano (vocalist)
Maurizio Galdieri (piano).




Bar Cafè Les Amis
Piazza S.Quirico
Bolano, Fisciano (Sa)
                               

Tra musica e astrologia


     
  22 Dicembre Mercoledì 22 Dicembre
ore 21:30
Serata previsionale per il 2011
presso il caffè Holliwood
in occasione dei festeggiamenti 
per il secondo anno di attività.
La festa sarà accompagnata 
da un gradevole aperitivo
e buona musica lounge.


Holliwood Cafè
Via Tenente Falco 31/1
Mercato San Severino (Sa)

lunedì 13 dicembre 2010

Nonna Lucia

I lunghi pomeriggi trascorsi accanto al sole attraverso le finestre della tua modesta casa.
La seggiola piccina di paglia intrecciata che mi attendeva di fronte alla tua, per me così maestosa, dal basso dei miei anni.
I tuoi capelli, grigi nell'azzurro con eleganti pettinesse d'osso a tenerli fermi, nelle onde che oggi sono le mie.
Quelle tue mani, mani rugose ma gentili, mani di donna nobile e scrivana piegata ai ragù domenicali e a battere la carne sul tavolo grande il Sabato, prima della festa, in cui nonno ti ingombrava la casa di pacchetti.
E la saggezza di quell'incavo nella pasta morbida ripetuto per cento e mille "cavatielli" sulle due spianate da una stanza all'altra.
E il pane caldo di sugo e di vapore a colazione, la Domenica mattina, o la prima forchettata di bucatini e uovo prima di cuocere il pastiere di maccheroni con formaggio e latte.
Poi, sulla destra della camera più interna, di fianco al letto grande e a quello più piccino, di una piazza e mezzo, nel quale dormivo fermandomi da te, il primo altare che io abbia mai concepito e visto.
Sui quattro cassetti con maniglie d'osso, sovrastati dall'imponente piano di marmo venato di crema e caffè, Lei, come mai non ho più potuto concepirla: lucente il poco per svelarne il segreto potere a chi potesse scorgerlo, il capo piegato piano sul mento a guardare invisibili supplici, la gola rossa e avida del serpente che, più che essere schiacciato sembrava fuoriuscire dal suo corpo come una infinita propaggine che ammicca all'eterno ritorno delle cose, tempo dopo tempo, nel persempre.
Lumini rossi di cera e rosari a mille e grani di incenso arsi vivi nella "vrasera" ai vespri, e tutte quelle infinite forme ripetute, tutte quelle dee...madri e donne e regine e sante... tutte da ricordare nelle parole sapienti dei tuoi racconti sulla Vergine che, a Siracusa, non volle concedersi a uomo, finendo per perdere quegli splendidi occhi che si mutarono in perle ancora più cangianti.
Le vite dei Santi.
Quell'intima confidenza fra te e quella Regina assisa sul tuo comò di circostanza,  a cui volgevi spesso lo sguardo e le preghiere.
Unica e sola per te, la sola Dea che accettavi nel tuo cuore, fra le tue braccia.
L'infinita sapienza dei versi tuoi ad andare lontano nelle lettere per i dispersi degli affetti, quelle parole vergate con fermezza e con amore.
L'eleganza.
Le bottigline di rosolio traslucide e i piccoli calici a fiore nella credenza, quelle poche cose, eco di lontane ricchezze, abbandonate per la guerra, l'amore, il fascismo: persino la fede, piccola verga dorata, di cui conservavi solo il segno.
Non fu vita facile.
Non lo fu per nessuno e tu perdesti il figlio, la bellezza, le mani lisce da scrivana, i pochi libri.
Non fu facile, ma tu eri un fuso, ancora a ottant'anni.
Con la solita grazia, l'eleganza che non ti abbandonava mai, il portamento fiero e le mani operose.
Avanti, avanti e avanti, come un treno sicuro, nella fortuna fluttuante dell'umana vita, avanti, avanti, avanti e, come unica certezza, la Dea Radiosa portatrice del tuo raggio.
Insostituibile. Nonna Lucia.


mercoledì 8 dicembre 2010

Arcano della Magia- Intervista a Maria Luisa Pesce, di Carina Spurio


Leggendo la sua prefazione mi sono venuti in mente i versi della grande poetessa Emily Dikinson tanto che glieli cito: “Non posso essere sola,/mi viene a visitare/una schiera di ospiti,/non sono registrati, /non usano la chiave, /non han né vesti, né nomi,/né climi, né almanacchi, /ma dimore comuni, /proprio come gli gnomi,/messaggeri interiori/ne annunciano l'arrivo,/invece la partenza/ non è annunciata, infatti /non sono mai partiti.” Così è stato per lei “in quel pomeriggio di agosto, dopo che alcune dee vennero a visitarla”? 

Sono una visionaria. 
Non di rado le più grosse intuizioni giungono a me per i canali del pensiero laterale, piuttosto che per le vie convenzionali della ragione.
Ogni mio progetto è prima di tutto un insight, un'emergenza improvvisa di una rete di conoscenze che, dopo essere state tenute in fermentazione, assumono, attraverso misteriosi processi, forme definite che giungono sulla soglia della consapevolezza in modo del tutto... inconsapevole.
Forse (la mia è un'ipotesi) sono le donne a pensare in questo modo o, meglio, quanto di noi è femminile.


“Nasce sotto il segno dei Pesci con l’ascendente e la Luna in Sagittario” e si definisce un’inquieta non domata. Il suo Sole in Pesci, seppur immerso nel regno visionario di Nettuno, le aveva annunciato la scrittura alla sua nascita, in tempi non sospetti … 

O forse, proprio poiché immerso nel regno di Nettuno, c'era da aspettarsi che si manifestassero alcune propensioni.
Nettuno è signore degli artisti e dei mistici, in astrologia: una magnifica porta, che inabissa i folli e innalza i veggenti.
In sé possiede una valenza neutra, siamo noi uomini a farne uno strumento di elevazione o di caduta.
Eppure, per quanto riguarda la mia persona, devo molto di più ad altre componenti del mio cielo, per esempio ad Urano, pianeta androgino per definizione, che protegge coloro che hanno bisogno di cambiare continuamente e di precorrere i tempi, sognando nuovi squarci del domani.


Lei scrive : “un tempo i fiumi avevano voci e le sorgenti nascondevano ninfe. E ancora: “Un corvo che bussa alla tua finestra è un invitato di Odino e la civetta viene a dirti che qualcosa si sta compiendo definitivamente.” Sperimentare il sacro sottoforma di territorio è anche una caratteristica degli Indiani d’America. La stessa capacità ritrovata in una poesia di un anziano cherokee che recita così: “Molte delle cose che sappiamo le abbiamo imparate dalla roccia. Puoi anche parlare ad una roccia … ma devi sapere come fare a parlare alla roccia.” Gli Indiani d’America avevano imparato a comunicare con la roccia, mentre Odino diede alle rune il potere di comunicare con gli uomini. Anche nei suoi versi gli dei chiedono un contatto umano. 

Le deità sono agglomerati di pensiero, come spiega Alan Moore.
Voglio dire che i nomi, i segni, i simboli, alla fine non sono altro che reti neurali che si intersecano a creare una forma (o molte più d'una) nello spazio- tempo del Pensiero, che è territorio comune a tutti gli uomini.
Gli dei sono umani.
Non potrebbero essere null'altro se non questo.
Gli indù sono la cultura politeistica più tollerante della storia dell'umanità.
Essi sostengono che ogni dio è indispensabile, essendo una sovrapposizione di proiezioni utili all'illuminazione dell'essere umano.
Equivale a dire che, se, per esempio, ho necessità, in questa vita, di adorare un dio bambino, con molta probabilità, a livello più o meno inconscio, sto cercando di recuperare un rapporto con il mio Puer interiore, che, per urgenza di adattamento e di educazione, ho relegato in una zona d'ombra.
Tuttavia esiste altro. Parlo di energia, di una sorta di intelligenza immanente alle cose, che prende la materia inerte e la rende più della materia stessa.
Io credo in questo. 
Credo nella sottile vibrazione eterica che anima la natura delle mondo.
Lo chiamo “sciamanesimo”.


Qual è il suo rapporto con gli autori del passato?

Ho la tendenza ad essere antica e modernissima insieme.
Amo visceralmente la poesia del passato, che spesso era non solo amorosa, ma sacra.
Ricordo con particolare interesse il poema sumerico dedicato alla discesa di Inanna, dea dell'amore, nel regni oscuri della sorella Ereshkigal, alla ricerca dello sposo perduto Dumuzi.
Sempre nella schiera dei poemi che sono insieme iniziatici e amorosi, non posso non citare il Cantico dei Cantici,che si vuole celebri il rapporto fra Salomone e la regina di Saba, ma che, più probabilmente, è una raccolta di canti pronubi pastorali.
Trovo sorprendenti l'epopea di Gilgamesh e del suo inseparabile compagno Enkidu e il poema della creazione denominato Enuma Eli.
Ho nutrito parecchio interesse per la poetica espressa dai Fedeli d'amore, un ordine segreto iniziatico a cui aderirono molti mistici sufi(tra questi Ibn Arabi) e i tanti artisti che, fra il Duecento e il Trecento, sulla scia della corrente catara e neoplatonica, individuarono in un principio femminile e sapienziale, Sofia, Anima mundi, la porta verso l'elevazione.
Ho amato molto i lirici greci, Saffo, Mimnermo,Ibico, Tirteo, per la componente intimistica che hanno saputo infondere ai loro versi.


Tra gli autori contemporanei, a quali si sente più vicina e perché?

Non posso non citare Jack Hirshmann, poeta tutt'ora vivente, di origini newyorkesi, che ho avuto la grande fortuna di conoscere personalmente in una fase altamente formativa della mia esistenza, quando, collaborando con la Casa della Poesia, ho avuto modo di ascoltare alcune fra le voci più interessanti del panorama internazionale contemporaneo.
É a lui che dedico il mio Arcano della Magia, a lui che di arcani ne ha scritti tanti, coniando questa forma: diversi anni fa, ero poco più di una ragazzina, in un caffè letterario salernitano, ebbi l'onore di leggere di fianco a lui la traduzione italiana del suo “Arcano di Shups”, scritto nel ricordo dell'agonia di suo padre e che tanto mi ricordava quella sopportata dal mio.


Cosa ne pensa dei libri di poesie e degli e-book , le vie alternative che sfuggono ai meccanismi complessi dell’editoria? 

Io non sono una tradizionalista.
Non amo le forme consolidate, devo continuamente reinventarle, quelle forme, romperle e ricrearle.
Non sono legata all'oggetto libro in sè, ma apprezzo il senso della bellezza che un oggetto per sua conformazione può esprimere.
Trovo interessanti i libri d'artista, trovo interessanti i libri ben fatti, trovo inutile molta produzione editoriale moderna.
Un libro, un ebook, poco importa.
Apprezzo il connubio di tecnè ed eidos.
Apprezzo le forme che hanno un'anima.
L'anima feconda la materia, tutto il resto è discorso sterile.


Un ricordo …

I pomeriggi intensi trascorsi accanto a mia nonna che mi ha trasmesso l'Arte.
La dolcezza dei sorrisi di mio padre.


Un ringraziamento …

A mio zio, il pittore e incisore Antonio Pesce, mio mentore nella vita e nell'arte, nell'equilibrio e nella misura.
A lui, che mi ha insegnato che l'irruenza di Dioniso Zagreus può essere cavalcata da Hermes psicompompo, che dall'Ade si può emergere trionfanti, dopo aver rinvenuto il proprio oro.


Qual è il rapporto con Salerno la sua città?

Non ho un rapporto con le città, ma con i territori. Esistono luoghi che hanno un'energia: così è per la fonte di Faiano, così per il castagneto di Calvanico, così per la montagna di Bracigliano che sorveglia con attenzione la mia casa, così per il terreno incostante di Hera Argiva, così per la chiesa di San Michele di Mezzo che sorge su una linea di forza.
Sono una sciamana: io amo la terra.


Nel frattempo il suo Sole in Pesci si è liberato dall’opposizione di Saturno …

...ma si è rivestito delle potenti energie di trasformazione incarnate dalla congiunzione di Giove e Urano che lo investiranno fino alla fine di questo anno. Era scritto che io dovessi mettere ancora più a nudo la mia anima...


La Festa dei Morti a Palermo

“ Pi rifriscarici l’arma ” A Palermo, ancora oggi, per la Festa dei morti, i genitori regalano ai bambini dolci e giocattoli, dicendo loro...