domenica 29 maggio 2011

Shelomò e Shulamìt

In quella piccola biblioteca che è la Bibbia si trova un libretto breve che porta il titolo "Il Cantico dei Cantici". Shirà schirìm in ebraico, locuzione che esprime un superlativo. Dire cantico dei cantici significa dire "il cantico per eccellenza" come tentava un volgare italiano dell’inizio del ‘400, facendone un femminile: la cantica.

Il testo viene attribuito a Salomone, il grande re, poeta, che secondo la testimonianza del primo libro dei Re (I Re 5,12) pronunziò 3000 proverbi e i suoi canti sono del numero di 1500.

Quest’uomo, re Salomone, saggio, sapiente, un cuore capace di ascolto, porta però nel suo nome inscritta la pace. Shelomò ha la stessa radice di shalom, pace. Dunque Salomone andrebbe tradotto "il pacifico" e accanto a lui c’è Shulamìt, "la riappacificata", una donna. Tuttavia questo libretto si presenta pieno di enigmi: è un libro di amore, è attribuito a Salomone, ma chi sono i protagonisti? Tra chi si svolge questo canto? Sì, è vero, il testo parla di Shelomò, parla di Shulamìt, il pacifico e la pacifica, ma questi sono nomi che non si riferiscono certamente a personaggi storici. Non il re Salomone, e neanche una delle donne di Salomone, la Sulamite Abisàc. Tuttavia se Pacifico e Pacifica restano un enigma quanto alla loro identificazione, questi nomi comunicano una prima importante verità del cantico. Per fare l’amore, per essere in una relazione d’amore, fino a cantarla, fino a farne un’opera d’arte, ci vuole shalom, ci vuole la pace, ossia bisogna spegnere ogni violenza. E nell’amore voi sapete quanto la sessualità sia legata alla violenza. Solo chi conosce la pace, lo shalòm, al punto che tutta la sua persona diventa shelomò, conosce il vero amore.

venerdì 27 maggio 2011

Il Raggio Verde di Raffaele

Quando l’alba tinge di lunghi fili rosa il cielo e sembra quasi che il mondo trattenga il respiro, ammaliato dalla bellezza, in quel preciso momento Raffaele, uno dei tre Angeli che stanno al cospetto di Dio, apre le mani e comanda al giorno di succedere alla notte (Schwab, 1897, p. 361). Raffaele, il cui nome significa “Dio ha guarito” è infatti, secondo la tradizione giudaica, l’Angelo dai poteri taumaturgici preposto al sole, alla luce, alla gioia, all’amore, alla preghiera.

Parecchi studiosi hanno evidenziato lo stretto parallelismo che intercorre tra la figura e gli attributi del dio greco Hermes – il Mercurio romano– e l’Arcangelo Raffaele.
Sembra interessante sottolineare che, tra i noti attributi del dio greco, vi era anche quello di portare una verga con due serpenti intrecciati, il caduceo, munito anch’esso di piccole ali; Raffaele, secondo Origene (Contra Coelsum, VI, 30, in Patrologia graeca, XI, coll. 1338-42) per i suoi poteri taumaturgici, era rappresentato talvolta come un serpente!
Nel libro di Tobia Egli ci appare in molteplici ruoli, tra cui quello di compagno di viaggio. Questo racconto biblico, tra i più antichi, narra com’è noto, le vicende del giovane figlio di Tobia e del suo Angelo custode, Raffaele in persona. 
Siamo a Ninive al tempo di Salmanassar (726-722) e di Sorgaan II (721-705) e Tobia è un deportato ebreo molto pio che vive in questa città con la moglie Anna e appunto con il figlio Tobiolo.
Giunto in età avanzata, Tobia è vittima di uno strano incidente: mentre riposa all’aperto gli escrementi di un passero gli cadono negli occhi causandogli un’infezione che lo rende cieco. Sentendosi vicino alla morte, incarica il figlio di recarsi nella regione della Media per riscuotere del denaro che gli era dovuto.
La storia racconta che, a questo punto, senza svelare la propria identità, l’Arcangelo Raffaele si presenta alla porta di Tobia offrendosi di accompagnare Tobiolo nel suo viaggio.
Dopo aver ricevuto la benedizione di Tobia, e malgrado le proteste di Anna, timorosa di far partire ilragazzo con uno sconosciuto, i due si mettono in cammino accompagnati dal cagnolino del giovane.
Durante una sosta sulle rive del Tigri, Tobiolo decide di bagnarsi, ma improvvisamente un pesce enorme sbuca fuori dall’acqua e minaccia di divorarlo. Raffaele incita Tobiolo a non avere paura, ma anzi lo aiuta, con i suoi consigli, a pescarlo e gli raccomanda di conservarne il cuore, il fiele e il fegato.
Giunti a destinazione, Tobiolo ritira il denaro e Raffaele suggerisce di fare una sosta presso la casa di un parente del ragazzo, la cui figlia, Sara, avrebbe potuto essere una sposa ideale per lui. Arrivati a casa di Sara, anch’essa ebrea figlia di esuli, Tobiolo viene a sapere che questa è posseduta dal demone Asmodeo, che ha già divorato i suoi precedenti sette mariti durante la prima notte di nozze. Consigliatodal suo compagno, Tobiolo, malgrado la grande paura, sposa ugualmente Sara e, seguendo le indicazioni di Raffaele, una volta solo con la sposa nella stanza nuziale, brucia in un incensiere il cuore e il fegato del pesce pescato durante il viaggio creando un fetore talmente insopportabile che Asmodeo è costretto a fuggire nelle regioni dell’Alto Egitto, dove viene incatenato mani e piedi dall’Angelo Raffaele stesso.
Messisi in cammino con Sara, i viaggiatori raggiungono la casa di Tobia dove Raffaele ordina a Tobiolo di spalmare il fiele del pesce sugli occhi del padre e in tal modo ne rende possibile il riacquisto della vista.
Davanti a tanti strani fatti Tobia chiede a Raffaele di svelarsi e gli domanda come avrebbe potuto ricompensarlo. A ciò egli risponde: “Sono Raffaele, uno dei sette Angeli che sono sempre pronti a entrare alla presenza della maestà del Signore. Ora benedite il Signore sulla terra e rendete grazie aDio. Io ritorno a Colui che mi ha mandato.” (Tobia 12,15).

domenica 22 maggio 2011

Bilqis, Makeda, la Regina di Saba

[...]1La regina di Saba, sentita la fama di Salomone, venne per metterlo alla prova con enigmi. 2Venne in Gerusalemme con ricchezze molto grandi, con cammelli carichi di aromi, d'oro in grande quantità e di pietre preziose. Si presentò a Salomone e gli disse quanto aveva pensato. 3Salomone rispose a tutte le sue domande, nessuna ve ne fu che non avesse risposta o che restasse insolubile per Salomone. 4La regina di Saba, quando ebbe ammirato tutta la saggezza di Salomone, il palazzo che egli aveva costruito, 5i cibi della sua tavola, gli alloggi dei suoi dignitari, l'attività dei suoi ministri, le loro divise, i suoi coppieri e gli olocausti che egli offriva nel tempio del Signore, rimase senza fiato. 6Allora disse al re: "Era vero, dunque, quanto avevo sentito nel mio paese sul tuo conto e sulla tua saggezza! 7Io non avevo voluto credere a quanto si diceva, finché non sono giunta qui e i miei occhi non hanno visto; ebbene non me n'era stata riferita neppure una metà! Quanto alla saggezza e alla prosperità, superi la fama che io ne ho udita. 8Beati i tuoi uomini, beati questi tuoi ministri che stanno sempre davanti a te e ascoltano la tua saggezza! 9Sia benedetto il Signore tuo Dio, che si è compiaciuto di te sì da collocarti sul trono di Israele. Nel suo amore eterno per Israele il Signore ti ha stabilito re perché tu eserciti il diritto e la giustizia". 10Essa diede al re centoventi talenti d'oro, aromi in gran quantità e pietre preziose. Non arrivarono mai tanti aromi quanti ne portò la regina di Saba a Salomone. 11Inoltre, la flotta di Chiram, che caricava oro in Ofir, portò da Ofir legname di sandalo in gran quantità e pietre preziose. 12Con il legname di sandalo il re fece ringhiere per il tempio e per la reggia, cetre e arpe per i cantori. Mai più arrivò, né mai più si vide fino ad oggi, tanto legno di sandalo.
13Il re Salomone diede alla regina di Saba quanto essa desiderava e aveva domandato, oltre quanto le aveva dato con mano regale. Quindi essa tornò nel suo paese con i suoi servi.[...]

venerdì 20 maggio 2011

Tecniche per ritornare a Casa.

Il ritorno a casa è molte cose diverse per donne diverse.
Alcuni modi sono profani, altri divini, ma, vi avverto, la collocazione precisa della porta per tornare a casa cambia ogni volta e, questo mese, potrebbe trovarsi in un posto diverso dal mese scorso.

Rileggere passi di libri o di poesie che ci hanno commossi.
Passare alcuni minuti in riva a un fiume, accanto a un corso d'acqua o in una caletta.
Sdraiarsi per terra nella luce che filtra fra gli alberi.
Stare con la persona che si si ama senza i bambini attorno.
Sedere sotto il portico a sgranare, sbucciare o rammendare qualcosa.
Camminare o guidare per un'ora, senza meta, e poi tornare.
Prendere un autobus con destinazione sconosciuta.
Tamburellare con le dita ascoltando musica.
Salutare il sole che sorge.
Raggiungere fuori città un posto in cui le luci non interferiscano con il cielo notturno.
Pregare.
Tenere in braccio un bambino piccolo.
Sedere al caffè, accanto alla finestra, e scrivere.
Asciugarsi i capelli al sole.
Aprire le mani sotto la pioggia.
Curare le piante e sporcarsi ben bene le mani di terra.
Contemplare la bellezza, la grazia, la commovente fragilità degli esseri umani.


giovedì 19 maggio 2011

La perdita della pelle-Anima

Ogni Donna lontana dalla sua casa anima alla fine si esaurisce. 
Così è e deve essere.
 Allora si rimette a cercare la sua pelle per resuscitare il suo senso dell'Io e dell'Anima, per restaurare la sua conoscenza profonda e oceanica.
A volte perdiamo la sensazione di essere completamente nella nostra pelle.
Queste sono fasi cicliche che appartengono alla natura istintuale delle donne  e sono innate per tutta la vita.
Perdiamo la pelle- anima lasciandoci troppo coinvolgere dall'io, diventando troppo perfezioniste o facendoci senza necessità martirizzare, o lasciandoci trascinare da un'ambizione cieca, o abbandonandoci all'insoddisfazione senza fare o dire nulla, o pretendendo di essere una fonte inesauribile per gli altri, o non facendo tutto il possibile per aiutarci.
Non possiamo conservare costantemente un'acuta consapevolezza, e dunque non possiamo trattenere per sempre la pelle - anima. 
Ma possiamo imparare a ridurre al minimo il furto.

Il sostegno terapeutico

Il sostegno terapeutico è prima di tutto sostenere la qualità di autoguarigione del paziente, stare in contatto con il bisogno primario espresso dalla persona che viene a parlarti: sostegno, nutrimento, contatto, accettazione, rispecchiamento o accoglimento.
E': ascoltare con molta attenzione l'importanza che quella persona attribuisce agli episodi della sua vita.

1. Fidati del tuo sentire, fai con fiducia la strada che hai scelto: se una cosa non ti sembra giusta in assoluto, verifica se può essere giusta per quel momento della tua vita.
2. Valuta il tuo terapeuta dal grado di comunicazione che riesci a stabilire con lui e lui con te e dalle capacità di ascolto.
3. Cerca di avere sempre coscienza di quello che stai facendo per te stesso.
4. Accèrtati che la cura non sia obbligatoriamente esclusiva: non esiste alcuna cura che non possa essere abbinata ad altre terapie.
5. Se non te la senti di fare o proseguire una terapia, probabilemte è ciò che ti puoi permettere in quel momento. Le terapie fatte contro voglia non sono efficaci.

martedì 17 maggio 2011

La Loba

La Loba, o la Vecchia del Deserto, è una raccoglitrice di ossa.
Nella simbologia archetipica, le ossa rappresentano la forza indistruttibile.
Non si lasciano facilmente ridurre, per struttura è difficile bruciarle, quasi impossibile polverizzarle.
Nel mito e nelle storie rappresentano l'animo- spirito indistruttibile.
Sappiamo che l'anima-spirito può essere ferita, anche storpiata, ma è praticamete impossibile ucciderla.

Potete intaccare l'anima e piegarla. Potete ferirla e sfregiarla. 
Potete lasciare su di essa i segni della malattia, e le bruciature della paura.
Ma non muore, perchè è protetta dalla Loba nel mondo sotterraneo.
E' nel contempo colei che trova le ossa e la loro incubatrice.

domenica 15 maggio 2011

Cos'è l'arte sciamanica

Un artista sciamanico può dire moltissimo in pochissimo spazio, lasciando semplicemente che l'immagine si sviluppi dai concetti e dal sapere che egli cerca di di comunicare.
Tutta l'arte sciamanica possiede la capacità magica di avere un impatto diretto sull'osservatore attraverso la trasmissione dell'energia che è entrata nell'immagine quando è stata creata.
Naturalmente le immagini create da un artista sciamanico durante la trance hanno anche la capacità di canalizzare informazioni alle quali la mente razionale dell'artista non può accedere in circostanze ordinarie e che possono diventare parte del programma di educazione che intraprende l'allievo sciamano in generale.

Le cose che noi non conosciamo, le cose veramente magiche, sono tantissime.
Tutto è metafora.

sabato 14 maggio 2011

Il processo di guarigione

"Si crea la necessità di eliminare il veleno e l'energia liberata dall'interno ha in sè il potere di guarire, di rigenerare i tessuti, di far crescere nuove cellule, di ricreare. Prima distruggere, poi creare: ecco il metodo della Dea, della Shakti. Il fuoco brucia le vecchie strutture, sradicandole e ne trasferisce le energie a un livello vibrazionale più alto. Allora l'energia creativa liberata dalla distruzione consente la guarigione di qualsiasi malattia stia affliggendo il corpo: cancro, arteriosclerosi, semplice raffreddore."

Il Risveglio della Dea, Vicki Noble

domenica 8 maggio 2011

Il Lupo Bianco e il Lupo Nero.

Nella Grande Capanna il vecchio sciamano aveva radunato tutti i bambini della tribù per la consueta lezione sui Misteri  della Madre Terra e sul Grande Spirito.
"Ci sono due grandi lupi dentro di me" esordì.
"Uno è nero come la notte, feroce, violento e aggressivo.
L'altro è bianco come la luna, mansueto, calmo e amorevole.
Questi due lupi sono continuamente in lotta: si sfidano, si ringhiano, si inseguono, mordono.
Talvolta sembra che prevalga il lupo oscuro, ma dopo un po' quello chiaro riguadagna la sua posizione; in altre occasioni, sembra il lupo bianco a prevalere, ma quello oscuro riesce sempre a riportare in pari la lotta. "

"E chi vincerà?" chiese rompendo il silenzio un bambino.
Fu allora che lo sciamano fissò negli occhi uno ad uno ogni giovane membro della tribù e, dopo un breve silenzio, sentenziò: "Vincerà il lupo che avrò nutrito meglio."

lunedì 2 maggio 2011

Il virginale amplesso

L'ho scoperto la prima volta sfogliando un bel libro illustrato su Jung che la vita è fatta di passaggi iniziatici che spesso i sogni ricollocano nella loro dimensione mitica quando il mondo non riesce a offrirne una altrettanto poetica.
Poi ricordo che ne "Il risveglio della dea" mi colpì l'immagine della giovane fanciulla interrata per una notte e un giorno come catabasi iniziatica perchè poi potesse ritornare al mondo della luce con i poteri guadagnati nelle tenebre.
Questo perchè solo Persefone può guidare le anime fuori dall'Ade, essendo una delle poche che ne conosce le vie d'uscita.

Mutamenti, variazioni. Iniziazioni.


Ricordo di averne discusso poco tempo fa in tono materno con una mia parente più giovane, spiegandole della sua ansia che non la faceva dormire di notte e del turbamento che viene dalla figura di dentro che tenta di prendere forma, mentre noi siamo sempre più convinti che sia il mondo intorno a essere impazzito.

I guaritori non guariscono mai se stessi.
I guaritori sono essere umani, fragili, vulnerabili.

Sono stata una guaritrice taoista in una vita passata e questa sera mio fratello nel cuore me lo ricordava.
Ora capita che io viva un passaggio che ha del difficile.

Il sentiero è nuovo per molte esistenze eppure... eppure io voglio che esso adesso e ora sia Sacro.

Al mio primo mestruo mia madre non c'era, però quando tornò e ci fu il secondo, lei seppe rendere quel momento sacro.

Mi prese e mi portò a passeggiare e mi spiegò complice un gelato e un bel pomeriggio domenicale che qualcosa era cambiato.
Mi sembrò bello.
Non l'ho mai dimenticato.

Il primo sangue.

Un rito antichissimo.

Un talismano potente, anche.
I taoisti ne sapevano qualcosa, appunto.

Oggi è la giornata sacra di Caledimaggio.
Il Dio e la Dea hanno generato il mondo, ma nella notte si incontrano nel bosco come la Vergine Cacciatrice e il re Cervo e, di nuovo vergini, si concendono all'amplesso che tutto rigenera e rinnova.
La Dea si bagna nella fonte rituale e tutto ciò che è passato trascorre dietro le sue luminose spalle.

Ecco.

L'incontro fra Uomo e Donna è Mistero e forse per la prima volta io sono qui di fronte a questa realtà numinosa.
E, nel giorno sacro della magia fra Dio e Dea, mi prostro, mi inchino, e riconosco la Sacralità.
E, se posso, rimango vigile al processo e rimango santificata dalla visione dell'ultima stanza, quella dove il Re troverà la sua sposa e Novalis colloca il talamo di veli insinuante dove l'ultimo bocciolo attende il cercatore di anima.

Sono di fronte a un Mistero.
Avevo paura.
Sapevo di aver paura.
Ma ora so di essere di fronte a qualcosa di fronte al quale è Giusto avere paura, qualcosa che offre sacro terrore, il Santo dei Santi dinanzi al quale Mosè incanutì per reverenziale spavento.
Non si può osservare un Mistero senza essere preparati.
Chi può tenere il Graal fra le sue braccia?

Una Donna.
Una Signora.
Una Dea.

La Festa dei Morti a Palermo

“ Pi rifriscarici l’arma ” A Palermo, ancora oggi, per la Festa dei morti, i genitori regalano ai bambini dolci e giocattoli, dicendo loro...