lunedì 2 maggio 2011

Il virginale amplesso

L'ho scoperto la prima volta sfogliando un bel libro illustrato su Jung che la vita è fatta di passaggi iniziatici che spesso i sogni ricollocano nella loro dimensione mitica quando il mondo non riesce a offrirne una altrettanto poetica.
Poi ricordo che ne "Il risveglio della dea" mi colpì l'immagine della giovane fanciulla interrata per una notte e un giorno come catabasi iniziatica perchè poi potesse ritornare al mondo della luce con i poteri guadagnati nelle tenebre.
Questo perchè solo Persefone può guidare le anime fuori dall'Ade, essendo una delle poche che ne conosce le vie d'uscita.

Mutamenti, variazioni. Iniziazioni.


Ricordo di averne discusso poco tempo fa in tono materno con una mia parente più giovane, spiegandole della sua ansia che non la faceva dormire di notte e del turbamento che viene dalla figura di dentro che tenta di prendere forma, mentre noi siamo sempre più convinti che sia il mondo intorno a essere impazzito.

I guaritori non guariscono mai se stessi.
I guaritori sono essere umani, fragili, vulnerabili.

Sono stata una guaritrice taoista in una vita passata e questa sera mio fratello nel cuore me lo ricordava.
Ora capita che io viva un passaggio che ha del difficile.

Il sentiero è nuovo per molte esistenze eppure... eppure io voglio che esso adesso e ora sia Sacro.

Al mio primo mestruo mia madre non c'era, però quando tornò e ci fu il secondo, lei seppe rendere quel momento sacro.

Mi prese e mi portò a passeggiare e mi spiegò complice un gelato e un bel pomeriggio domenicale che qualcosa era cambiato.
Mi sembrò bello.
Non l'ho mai dimenticato.

Il primo sangue.

Un rito antichissimo.

Un talismano potente, anche.
I taoisti ne sapevano qualcosa, appunto.

Oggi è la giornata sacra di Caledimaggio.
Il Dio e la Dea hanno generato il mondo, ma nella notte si incontrano nel bosco come la Vergine Cacciatrice e il re Cervo e, di nuovo vergini, si concendono all'amplesso che tutto rigenera e rinnova.
La Dea si bagna nella fonte rituale e tutto ciò che è passato trascorre dietro le sue luminose spalle.

Ecco.

L'incontro fra Uomo e Donna è Mistero e forse per la prima volta io sono qui di fronte a questa realtà numinosa.
E, nel giorno sacro della magia fra Dio e Dea, mi prostro, mi inchino, e riconosco la Sacralità.
E, se posso, rimango vigile al processo e rimango santificata dalla visione dell'ultima stanza, quella dove il Re troverà la sua sposa e Novalis colloca il talamo di veli insinuante dove l'ultimo bocciolo attende il cercatore di anima.

Sono di fronte a un Mistero.
Avevo paura.
Sapevo di aver paura.
Ma ora so di essere di fronte a qualcosa di fronte al quale è Giusto avere paura, qualcosa che offre sacro terrore, il Santo dei Santi dinanzi al quale Mosè incanutì per reverenziale spavento.
Non si può osservare un Mistero senza essere preparati.
Chi può tenere il Graal fra le sue braccia?

Una Donna.
Una Signora.
Una Dea.

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