lunedì 20 giugno 2011

Il recupero dell'Intuito come Iniziazione- parte III

Il terzo compito è:

consentire di avventurarsi nel luogo dell'iniziazione profonda, (la foresta) e comicniare a esperire il nuovo apparentemente pericoloso numen dell'essere nel proprio potere intuitivo.
Imparare a sviluppare sensibilità sulla direzione verso il misterioso inconscio e basarsi solamente sui propri sensi interiori. Imparare la via del ritorno alla Madre Selvaggia, imparando ad alimentare l'intuito. Lasciar morire ancor di più la fragile fanciulla ignorante. Trasferire il potere alla bambola, ovvero all'intuizione.

Esiste una forma di magia empatica fra la donna e il suo intuito.
Questo è ciò che bisognerebbe tramandare da donna a donna, questo felice legame e nutrimento.
Raffoziamo il nostro legame con la nostra natura intuitiva ascoltandoci dentro a ogni svolta della strada.
"Prendo questa o quella direzione? Mi fermo o proseguo? Devo resistere o essere flessibile? Devo correre via o incontro? Questa persona , questo evento, questa avventura sono veri o falsi?"

La rottura del legame tra la donna e il suo intuito selvaggio è spesso fraintesa, si pensa che l'intuito si sia spezzato. Non è così.
E' spezzato piuttosto il felice passaggio matrilineare della fiducia nell'intuito, tra una donna e tutte le femmine della sua stirpe che l'hanno preceduta, quel lungo fiume di donne che è stato arginato.

La donna può avere una visione debole della sua saggezza intuitiva, ma con la pratica tornerà e si manifesterà a pieno.
Questa funzione intuitiva appartiene a tutte le donne. E' una ricettività massiccia e fondamentale.
Non la ricettività della psicologia classica, che è un contenitore passivo, ma la ricettività nel possedere accesso immediato a una saggezza profonda che ariva fin nelle ossa delle donne.

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