sabato 16 luglio 2011

Il ritorno di Anima

Non c'è dubbio che il mondo odierno stia modificando la propria frequenza vibrazionale. Questo si può dirlo non tanto perchè riusciamo a misurare con strumenti umani le impercettibili note galattiche emanate da Gaia, nè perchè ciecamente crediamo a Greg Braden quando ci parla dell'inversione di rotta del nostro pianeta. Tuttavia il segnale è palpabile, visibile e presente intorno a noi tutti, e, come dice Salvatore Brizzi, a volte (o quasi mai) non deve essere la mente logica e duale a giudicare, ma l'intelligenza del cuore, altrimenti detta intuizione. Se per un attimo ascoltate questa voce interna, essa padrona, e non il contrario, del sistema di classificazione in cartelle chiamato mente, sentirete, questo è il vocabolo adatto, il processo di purificazione e sobbollimento in atto intorno a noi tutti, il vivo fermento, l'agitazione creativa e inquieta, la ridefinizione, il ridisegnamento a cui siamo sottoposti noi tutti. E' un periodo intenso questo, fatto di grandi capovolgimenti fuori e dentro di noi. Uomini e donne ridisegnano intensamente il proprio profilo, come mai fino ad ora, quasi costretti, quasi per necessità. Sembra di non poter sfuggire a questo gioco avviato e impossibile da fermare. Si abbandonano vecchi modelli di pensiero o, quantomeno, si viene ferocemente travolti da essi, qualora non siamo disponibili alla "trasmutazione". Perchè questo è il senso del periodo storico nel quale ci siamo addentrati: la pece nera dei nostri rimossi emotivi viene a galla, chiedendo di essere tramutata in oro. Sento sempre più gente dire che ha notato come cose accadute nell'infanzia ( ti citano una frase, ti mostrano un'istantanea virtuale ed emotiva del momento) siano ancora direttrici delle loro vite; che ritrovano in sè modelli di comportamento coltivati in segreto per generazioni nell'humus fertile perchè oscuro delle famiglie, che lunghe catene di donne- madri serventi hanno generato lunghe catene di uomini egotici e anaffettivi. Il dramma allora è che ci troviamo di fronte a donne preda della loro sensibilità che inseguono uomini che non hanno mai davvero integrato il proprio femminile. Ci troviamo di fronte a donne troppo maschili, troppo asserventi, troppo preoccupate, troppo eteroriferite e a uomini parlando con i quali abbiamo la sensazione che non sappiano minimamente a cosa stiamo alludendo. In un famoso libro che è stato uno dei best sellers della New Age, "Le donne vengono da Venere, gli uomini da Marte", il tutto veniva fatto risalire a una fonte filogenetica che aveva diviso ruoli e competenze fin dal tempo dei dinosauri sulla terra: l'uomo, le caverne, qualcosa sugli orsi, sul procacciare cibo e allevare i figli. Ho i miei dubbi su questa tesi che trovo assai fallace. Credo invece , assai più veritieramente, che un asse sia sbilanciato, che un equilibrio sia drammaticamente spostato e che una grande assente manchi dal tavolo della concertazione dell'umanità: un'essenza quanto mai necessaria e di fiamma, che spesso è stata chiamata Anima. Non intendo con essa il nostro doppio eterico che sopravviverà a noi nel momento della morte, quanto bensì il mitologema, l''Immagine antica e possente di una Donna forte come la fiamma, legata alla Terra, alle Acque interiori ed esterne, al principio immanente della vita, intelligenza intrinsecamente plasmatrice di tutte le cose, Colei che dà forma nel caos, l'Anima Mundi di Plotino, la Maria dei cristiani, la Sofia esoterica, l'Anna nera degli zingari, il principio femminile, necessario, infinitamente compassionevole e intimamente connesso al senso dell cose: tutto questo è Anima. E se Jung, tiepidamente, ne tracciava vaghe forme intuendo una creatura ondivaga più vicina ad un' ondina, elemento acqueo, affascinante, sensuale, ma anche a suo modo debole, priva di consistenza e di corpo, qui si rivendica la possenza della Madre primordiale, i cui piedi sono le fondamenta della Terra, la cui lucida preveggenza riempirà i cieli quando noi saremo stati capaci di distruggere ogni cosa, perchè Lei sopravvive e ricrea, ricrea in eterno. In quanti miti la Donna antica viene scacciata dal mondo o peggio ancora se ne allontana lei stessa: ricordo quanta tristezza mi fece da piccola leggere di Astrea, dea della Giustizia, più veritieramente portatrice di un antico ordine cosmico, che si allontanò dalla terra per collocarsi in cielo, disgustata dal comportamento degli uomini. La Madre è in esilio. Volontario, necessario, autoimposto, subito, poco importa. L'asse è spostato. L'unione alchemica è impossibile, la Dea nella sua dignità è nera a indicare non solo la sua natura oscura perchè non direttamente conoscibile. Dicono gli indù che Shiva danzando manifesta il mondo, ma Shiva è freddo cadavere senza il tocco caldo della Shakti, sua sposa. Lo yang, l'azione nel mondo, il fare, il divenire, sono materia inerme, sono gesti privi di senso senza il tocco creatore e rinvigorente di Anima, il principio sotteso, e dunque nascosto, e quindi immanifesto, eppure presente, omnipresente, ordinatore e intelligente, in tutte le cose. Se cercavamo un Dio, lo abbiamo trovato. E' la Donna che partorisce il Bambino divino, é Shakti che con il suo bacio di fuoco anima la Danza di Shiva, è Anima la sottile intensa luminosa energia femminile che genera la struttura del mondo.

1 commento:

  1. Anima è l’origine, è il segreto della vita, è il sigillo che ogni uomo e ogni popolo si porta dietro come un simbolo. Anima è la fusione con la natura, è la voce silenziosa degli avi, che non sappiamo più percepire. Tipico dell’epoca moderna è il voler andare contro l’anima, il voler costruire ideali artificiali, rapporti sociali falsi, utopie ingannatrici. Contro la purezza originaria della vita e contro l’armonia primordiale degli uomini e delle cose è sorto un giorno quel vizio assurdo che è lo spirito, cioè la ragione, l’intelletto razionalista. Energia distruttrice delle radici cosmiche dell’uomo, lo spirito ha in ogni epoca edificato imposture: tra queste, la coscienza repressiva invece dell’anima libera, la volontà tirannica invece della libertà senza limiti di spazio, la storia invece del tempo senza tempo. [...]

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