giovedì 2 febbraio 2012

La La Land

Alla fine tutte le tradizioni dicono che l'importante non è guarire l'Io dai suoi infiniti mali: le nevrosi, le fobie, le ossessioni.
L'Io è fatto apposta per generarne di continuo. E' una Segretaria, a volte molto ben organizzata, molte altre meno, con una "leggera" tendenza ossessivo- compulsiva: guai, insomma, se disegnate fuori dai quadratini dello schema.
Ebbene, il punto non è eliminare questa parte di noi, il punto è "trasferirsi" altrove, ciò che i Mistici chiamano "non identificazione".
Se siamo consapevoli di non essere la Segretaria impazzita, se smettiamo di identificarci con essa, la povera donna continuerà ad esistere, ma non ci condizionerà più l'esistenza, perchè noi saremo altrove.
Ci saremo spostati dall'Io al Sè, dalla personalità ad una percezione espansa della realtà, nel Qui e Ora.
Oggi, curiosando su You Tube, mi sono imbattuta in un magnifico video in due parti, in cui una splendida donna racconta, per me in maniera illuminante, cosa accade nella nostra mente quando siamo Io e quando siamo Sè.
Se avete un pò di tempo, guardatelo.
E' una preziosa scintilla di consapevolezza.


Un colpo di intuizione- parte prima
Un colpo di intuizione- parte seconda

lunedì 30 gennaio 2012

Passaggio radiofonico

Domani mattina, dalle ore 12,00 in poi, sarò ospite della bella trasmissione radiofonica curata da Milena Acconcia che va in onda ogni Martedi dalle ore 12,00 alle 12,50 su Unisound, la webradio dell'Università di Salerno.
Durante l'incontro avremo modo di chiacchierare di Poesia e Arte, partendo da Arcano della Magia, un mio testo di qualche anno fa, in cui tratto in forma di versi il processo di Iniziazione che si trova ad affrontare una donna comune, in maniera del tutto inaspettata, alla fine di un'estate.
Da lì trarremo spunto per allargare il discorso sui temi cari a me e a questo blog: Esoterismo, Mitologia, Simbolismo, Guarigioni Olisitiche e in particolar modo Sciamaniche.
 
Il link che pubblicizza l'evento è questo:


Successivamente, la trasmissione sarà riascoltabile in podcast cliccando su questo link:
e poi sulla scritta Riascolta le puntate precedenti nella sezione Podcast. 
Farò comunque in modo di farvi avere il link diretto appena disponibile.

L'url della webradio è :


A domani!





mercoledì 18 gennaio 2012

Lo spazio oltre la ragione

[...] Qualunque sia la causa, un bambino autistico non mostra quasi nessuna reazione al mondo esterno e agli altri. Se viene messo su un'altalena e spinto avanti e indietro, potrà apparire lievemente coinvolto dall'esperienza, ma appena viene lasciato da solo a spingersi precipita nell'apatia.
Se gli si tira una palla, non alza mai le mani né per prenderla  né per respingerla. La maggior parte del tempo libero lo trascorre facendo movimenti ripetitivi e meccanici chiamati "twiddling".
Per qualche ignoto motivo, la scintilla del desiderio si è persa nello scuro e tortuoso labirinto dell'egocentrismo.
A volte per farla tornare è sufficiente un trucco. Una volta guardai un videotape di bambini autistici che, a tre o quattro anni, non avevano ancora imparato a camminare. Chiusi nel loro isolamento, riuscivano a stare in piedi solo se si dava loro un sostegno a cui appoggiarsi. Altrimenti cadevano immediatamente a terra e non cercavano di rialzarsi. Per aiutare questi bambini, fu escogitato un artificio geniale. Dapprima, vennero messe a circa tremetri l'una dall'alra due sedie unite da una corda. Ogni bambino venne convinto a tenersi alla corda e a fare qualche passo.Dopo un po', svolto questo compito, il bambino era in grado di andare da una sedia all'altra senza cadere. La volta successiva la corda grossa venne sostituita con una più sottile, ma il bambino non notava la differenza. Alla fine dell'esperimento, il bambino camminava "sorretto" da un pezzetto di spago inconsistente.
A quel punto ecco il colpo di genio. Per liberare i bambini dalla routine meccanica di camminare da una sedia all'altra, gli sperimentatori diedero ad ognuno di essi una cordicella da tenere in mano. Sentendosi sicuro perchè aveva ancora il suo sostegno, il bambino ora poteva camminare liberamente. Il momento in cui lasciarono andare la corda aveva qualcosa di magico. Osservando questi bambini che percorrevano per la prima volta la loro stanza mi chiesi quanti piccoli passi mi separavano dalla libertà, passi che mi sembrano burroni enormi e invalicabili, perchè non ho un pezzettino di corda da usare come ponte.

Tratto da La vita senza condizioni di Deepak Chopra

martedì 17 gennaio 2012

Tristi storie d'amore

Nel suo libro di schizzi autobiografici, Viaggi, (*)Crichton ricorda il periodo che trascorse nel reparto cardiologico di un ospedale universitario di Boston.
Fra gli studenti del terzo e del quarto anno vi è l'usanza di avvicendarsi per breve tempo in tutte le specializzazioni mediche più importanti. Crichton non aveva nessuna intenzione di proseguire cardiologia ma, mentre si trovava proprio in quella specialità, ebbe un'idea semplice e piuttosto nuova: e se le malattie di cuore non fossero uguali per tutti ma avessero un significato particolare per ognuno?
Ciò che indusse Crichton a a fare queste speculazioni furono alcune famose scoperte di patologia fatte nei primi anni Cinquanta. Durante la guerra di Corea i corpi dei giovani soldati morti in battaglia venivano sottoposti ad autopsia e i dottori furono sorpresi nello scoprire che le arterie di oltre il settanta per cento di loro mostravano segni di avanzati di aterosclerosi; quelle giovani arterie stavano già costruendo placche di grasso, interrompendo il passaggio dell'ossigeno al cuore e dirigendosi, inesorabilmente, verso l'attacco cardiaco.
Eppure, se già a diciassette anni gli uomini erano affetti da questa malattia, si chiese Crichton, come mai un attacco coronarico è tipico degli uomini fra i quaranta e i cinquanta ?
"C'era da ritenere che tutti questi pazienti se ne fossero andati in giro con le arterie ostruite fin dall'adolescenza", scrive Crichton. "Un attacco cardiaco può sopraggiungere in qualsiasi momento in quelle condizioni. Perchè avevano aspettato venti o trent'anni per manifestare un infarto? E perchè si è verificato quest'anno e non il prossimo? Questa settimana e non la scorsa? "
Per potersi rispondere decise di andare ad indagare sui sentimenti che nutrivano i pazienti cardiopatici riguardo alla loro malattia. L'approccio diretto sembrava essere il migliore, quindi Crichton si recò in reparto e chiese ai suoi pazienti di punto in bianco: "Perchè ha avuto un infarto? Si rendeva perfettamente conto che le sue domande avrebbero potuto scatenare reazioni imprevedibili.
"La mia domanda suggeriva anche che i pazienti cardiopatici assero qualche possibilità di scelta nel merito e quindi un certo controllo sulla loro malattia. Temevo che potessero reagire con rabbia, per cui iniziai con il paziente più disponibile nel reparto, un uomo intorno ai quarant'anni che aveva subito un attacco leggero.
"Perchè ha avuto un infarto?"
"Vuol saperlo veramente?"
"Si, certo."
"Ho avuto una premonizione. L'azienda vuole che mi trasferisca a Cincinnati, ma mia moglie non vuole venire. Ha tutta la famiglia qui a  Boston e  non vuole partire con me. Ecco perché"
L'uomo aveva raccontato il fatto con estrema calma, senza alcun segno di rabbia. Quando Crichton provò a sondare gli altri pazienti del reparto, si rese conto che le risposte che si alternavano erano simili.
"Mia moglie parla di lasciarmi."
"Mio figlio non vuole fare giurisprudenza."
"Non ho avuto l'aumento."
"Mia moglie vuole un altro bambino e io non credo che ce lo possiamo permettere."
Nessuno si rifiutò di rispondere, eppure nemmeno uno menzionò l'aterosclerosi come causa del suo infarto, nè i normali fattori di rischio come una dieta grassa, l'ipertensione, la mancanza di esercizio fisico e il fumo.
Alla fine degli anni Sessanta, il collegamento mente- corpo non era preso in considerazionee Crichton rimase perplesso dai punti di vista dei suoi pazienti. Ripensandovi, scrisse: "Ciò che vedevo era che le loro spiegazioni avevano un senso dal punto di vista dell'intero organismo, come una specie di traduzione fisica.
Questi pazienti mi raccontavano delle storie che avevano nociuto ai loro cuori in senso metafisico. Mi raccontavano storie d'amore. Storie d'amore tristi, che avevano fatto male al loro cuore. Le moglie, le famiglie e i capi non li amavano. Il loro cuore veniva intaccato. E molto presto, letteralmente, veniva letteralmente attaccato."
A Crichton può essere attribuita un'anticipazione di un concetto chiave della relazione mente- corpo, ora universalmente accettato: che i nostri sentimenti non vivono in un mondo isolato dalle nostre cellule. Ma ciò che dà fascino alla storia di Crichton è il perfetto tempismo di questi infarti, che era allo stesso tempo controllato e assolutamente imprevisto dalla vittima. I suoi pazienti sapevano ciò che avevano fatto solo dopo averlo fatto. Questo punto debole fa intravedere un nuovo aspetto del mistero.
Vediamo il copro che recita i drammi della mente, eppure non abbiamo ancora scorto il regista che decide quale sia la scena seguente.Ciò accade perchè la mente ha deciso di negare una parte di se stessa.

Tratto da La vita senza condizioni di Deepak Chopra.

(*)Michael Crichton, medico prestato con immenso successo alla scrittura. Prolifico autore di libri di successo ha venduto oltre 100 milioni di copie in tradotti in 30 lingue. Tra i suoi bestseller, universalmente noti per le loro traspoiszioni cinematografiche, Jurassic Park, Congo, Sfera oltre la serie televisiva «E.R.». Nato a Chicago è cresciuto a Long Island (New York). Ha studiato a Harvard medicina.


venerdì 13 gennaio 2012

Canto del Tempo di Mezzo.

Questo è il tempo del silenzio che cova la nuova vita. I contadini lo sanno e arano a fondo i campi brulli dell'inverno, tagliano gli sterpi inutili che non permetteranno alle nuove gemme di nascere sui rami buoni della primavera, sradicano alberi secchi, perchè, come dice mio suocero: "Anche le piante muoiono."
E così, l'altro giorno, osservavamo in campagna il suo dirimpettaio che annodava i virgulti giovani ai fili di ferro stesi in bell'ordine e l'altro suo vicino arare con la zappa nuovi solchi di terra che accoglieranno la prossima verdura.
I contadini lo sanno che questo è tempo di preparazione: il generale inverno non è andato via, ma nell'aria si avvertono nuovi odori di vita ancora lieve, ma percettibile.
Brigid tornerà a Febbraio con i doni della Candelora, i lumi freddi e bianchi accesi nella notte e i presagi sottratti alle acque e agli uccelli.
Il tempo è cambiato, ancora.
Le giornate cominciano ad allungare il loro tratto, a stendere il passo.
L'inverno è cominciato, ma in realtà ce lo siamo già lasciato alle spalle.
Questo è un tempo adatto alla meditazione sulla vita.
Questo è il tempo di sedersi e di scorgere intorno a sè il timido annuncio della nuova era che nasce.
Questo è il tempo della Terra, della Madre che sottilmente fa sentire la sua danza sotto i nostri passi, quando siamo abbastanza lontani dal farfuglio delle vetture e della gente da poter osservare il potere radioso di un albero.
Questo è Zazen: il saggio che osserva commosso la luna in una notte serena, mentre avverte chiaramente che i ladri gli stanno derubando i pochi oggetti preziosi che possiede.
Ieri, passando in un laboratorio di analisi e attendendo il mio turno, leggo sul calendarietto da tavolo, fermo al foglio del giorno in corso, questa frase: "Solo per oggi non preoccuparti di nulla, non muoverti, non generare alcun gesto. Ti accorgerai che Dio sta provvedendo affinchè nulla ti manchi".
Che anche la Divinità, in qualsiasi modo possiamo percepirla, sia intenta ad arare i nostri terreni?

lunedì 2 gennaio 2012

Corso di Tarocchi

Venerdì 6 Gennaio alle ore 18,00 presso l'erboristeria Zea Mays, in via Mariscoli 10, a Fisciano (Salerno), si terrà il primo di 8 incontri il cui intento è quello di presentare i 22 Arcani Maggiori, che verranno suddivisi in gruppi di tre per un totale di sette appuntamenti successivi.
Durante la serata verrà presentata la carta del Matto, numero 0 del mazzo, dopo un' introduzione sulla storia e le origini di questo misterioso e controverso metodo di divinazione, fino ad arrivare all'ultima rivisitazione compiuta dal maestro Alejandro Jodorowsky.
Il primo incontro è ad ingresso libero e gratuito.
Il corso sarà tenuto da Maria Luisa Pesce, Tarologa con metodo Jodorowsky e Astrologa Umanistica e Karmica.

lunedì 28 novembre 2011

Il ruolo della mente nel processo di guarigione

In gravidanza mia moglie soffriva sempre di problemi alla schiena.
Di solito, intorno al settimo mese, due vertebre della zona lombare su spostavano e lei aveva l'abitudine di andare tutte le settimane dal chiropratico per farsi trattare. In quest'occasione, però, non c'era nessuno che potesse trattarla.
Marilyn era specializzata nelle tecniche di immaginazione guidata e chiese a Sabine se accettava di fare da volontaria davanti al suo gruppo e lei accettò.
Marilyn chiese a Sabine di sdraiarsi per terra, di allentare i vestiti e di fare alcuni respiri profondi. Le chiese poi di immaginare un luogo familiare in cui sentirsi al sicuro completamente e di descriverglielo.
Sabine descrisse un posto nella parte meridionale dello Utah, scendendo sempre di più nei dettagli e appassionandosi al compito. Pian piano si rilassò del tutto.
A quel punto Marilyn le chiese di spostare l'attenzione sull'utero e sul bambino e guidò Sabine in un dialogo con il nascituro nel quale veniva chiesto alla bambina (conoscevamo il sesso) di nascere puntuale (lei acconsentì) e di aiutarla a rendere il travaglio veloce e senza intoppi.
"Come si sente?" chiese Marilyn.
"Vuole lavorare su qualcos'altro? Magari sulla schiena?"
"D'accordo..."
"Bene. Allora sposti l'attenzione sulla parte della schiena che le duole e mi dica cosa vede."
Sabine ebbe un sussulto.
"Mi dica cosa vede."
"È tutto nero."
"Vada in quell'oscurità e veda se ha qualcosa da dirle."
"Dice che è veramente arrabbiata con me."
Sotto la guida di Marilyn Sabine scoprì che la sua schiena era irritata con lei perchè non se ne prendeva cura.
"Le chieda se vuole che faccia qualcosa in particolare."
"Dice che vuole ci metta sopra degli asciugamani caldi. Dice che smetterà di farmi male."
"Come si sente ora?"
"Decisamente meglio."
"Le chieda se può far sparire del tutto il dolore."
"Si, dice che lo farà."
Quando Sabine ritornò ad uno stato di coscienza normale, il dolore era del tutto assente e non si ripresentò per tutto il resto della gravidanza.
(...)

Tratto da "Guarire da soli" di Andrew Weil

domenica 20 novembre 2011

Depressione e Solitudine

[...] La decisione di prendere degli psicofarmaci giunse dopo una notte passata sul pavimento della mia camera da letto a cercare di convincermi che non dovevo ferirmi il braccio  con un coltello da cucina. Vinsi la battaglia, ma a stento. Altre idee mi passavano per la testa, come saltare giù dalla finestra o spararmi un colpo alla tempia per non soffrire piu'.
Ma quella notte passata con un coltello in mano si rivelò utile.
La mattina dopo, appena sorto il sole, telefonai alla mia amica Susan e la supplicai di aiutarmi. Credo che nella storia della mia famiglia nessuna donna prima di me si sia fermata nel bel mezzo della strada e nel bel mezzo della propria vita per gridare: "Non posso fare neanche un altro passo - qualcuno mi aiuti."
Certo, alle mie antenate non sarebbe servito a niente, nessuno avrebbe potuto o voluto aiutarle. Come unico risultato sarebbero morte di fame insieme alla loro famiglia. Non riuscivo a smettere di pensare a loro. 
E non dimenticherò mai la faccia di Susan quando entrò di corsa in casa mia un'ora dopo la telefonata e mi vide, un fagotto sul divano. L'iimagine del mio dolore riflessa sul suo viso mentre mi guarda e teme per la mia vita è ancora oggi uno dei ricordi più spaventosi del mio repertorio. Mi raggomitolai a palla mentre Susan telefonava a uno psichiatra disposto a vedermi quel giorno stesso per prescrivermi degli antidepressivi. La sentii dire: "Temo che possa veramente farsi del male." Lo temevo anch'io.
Quando andai dallo psichiatra, quel pomeriggio, mi domandò perchè avevo aspettato tanto a farmi aiutare, come se non avessi già cercato così a lungo di aiutarmi da sola. Gli spiegai le mie obiezioni e le riserve sugli antidepressivi . Allinenando sulla sua scrivania le copie dei tre libri che avevo scritto, gli dissi: "Sono una scrittrice, per favore, non faccia niente che intacchi la mia mente."
"Se avesse mal di fegato" mi rispose "non si curerebbe il fegato?" Evidentemente non conosceva la mia famiglia, altriementi avrebbe saputo che un Gilbertsi sarebbe rifiutato di farsi curre il fegato, visto che da noi qualsiasi malattia viene sempre considerata un fallimento personale, etico, morale.
Mi prescrisse vari farmaci - Xanax, Zoloft. Welbutrin, Busperin - finchè non riuscimmo a  trovare la combinazione che non mi dava la nausea e non riduceva la mia libido a un vago, lontano ricordo.  In meno di una settimana sentii aprirsi nella mia mente uno spiraglio di luce. Inoltre riuscivo finalmente a dormire. E questo era il vero regalo, perchè, finchè non si dorme non si esce dal tunnel. Le pastiglie mi permettevano di recuperare le ore di sonno, impedivano alle mie mani di tremare, allentavano la morsa che mi stringeva il petto e spegnevano il motore che alimentava il mio panico.

Ora sono qui a Roma. Depressione e Solitudine si sono di nuovo intrufolati nella mia vita. Ho preso Wellbutrin tre giorni fa. Ho ancora delle pastiglie in un cassetto, ma non le voglio, intendo liberarmene per sempre. E non voglio nemmeno che Depressione e Solitudine mi ronzino intorno, ma non so come impedirglielo, quindi mi avvito su me stessa in preda al panico. 
Per stesera mi limito ad afferrare il libretto di appunti che tengo vicino al letto in caso di emergenza. Lo apro. Sulla prima pagina vuota scrivo: "Mi serve il tuo aiuto."
Poi aspetto. Poco dopo, nella mia grafia, appare la risposta: "Sono qui, che cosa posso fare per te?"
Da chissà dove, dentro di me, arriva la risposta di una presenza familiare, che mi dà tutte le certezze che ho sempre desiderato nei momenti difficili. Ecco che cosa scrivo:

Sono qui, ti voglio bene. Non m'importa se non puoi fare a meno di stare sveglia tutta la notte a pinagere. io ti rimarrò accanto. Se avrai di nuovo bisogno di farmaci, ricomincia pure a prenderli, io ti vorrò bene anche così.  Se non ne hai bisogno, ti vorrò bene comunque. Niente può farti perdere il mio amore. Ti porteggerò fino alla morte, fino a dopo la morte. Sono più forte di Depressione, più audace di Solituidine e niente potrà mai stancarmi.

Mi addormento con il quaderno poggiato sul petto, aperto sull'ultimo passaggio rassicurante. La mattina, quando mi risveglio, Depressione non c'è più, se n'è andato chissà dove notte tempo, lasciando solo una traccia leggera nell'aria. E anche il suo amico Solitudine ha tolto il disturbo.

(tratto da "Mangia, prega, ama" di Elizabeth Gilbert)

mercoledì 26 ottobre 2011

Celebrazione di Samhain



Conosciuto come "capodanno celtico" o "halloween", in antichità questa festa durava 3 giorni con culmine nella notte fra il 31 Ottobre e il 1 Novembre .

Da sempre associato all'aspetto "crona" della Dea, la vecchia signora, rappresenta la "fine", la crisi e anche la difficoltà, il tutto: infatti la Dea è spesso rappresentata con la falce con la quale taglia il filo della vita o ciò che non ci serve più, i rami secchi che vanno potati.Ma la morte come fine non esiste se non collegata alla rinascita ed è il calderone a simbolegiare morte, trasformazione e rinascita nella leggenda di Keridween.
Le crisi in fondo portano a nuova vita, trasformano, ricreano.

Allo stesso tempo è la vecchia saggia, benevola, la nonna ricca di insegnamenti di vita, colei che ha compassione.

Le dee associate a questo periodo sono: Keridween, Sheeela na Gig e tutte le oscure signore come Kali, Ecate...
Il colore associato è il nero.
Gli animali simbolicamente legati a questo periodo sono la scrofa bianca, il corvo, il rospo.
La direzione nel cerchio di medicina è il Nord Ovest.

La libreria Aldebaran di Salerno, via Porta Elina 17/19, ospiterà una cerimonia rituale di celebrazione delle sacre forze che si manifestano in questo periodo dell'anno, che si terrà Domenica 30 Ottobre alle ore 19,30 e sarà condotta da Maria Luisa Pesce, tarologa con metodo Jodorowsky, astrologa, floriterapeuta, seguace degli antichi insegnamenti sciamanici.

L'ingresso all'evento è libero.

giovedì 13 ottobre 2011

Lo shock estetico

La Bellezza che nutre la nostra vita fa parte delle volatili sensazioni che il maestro Gurdjieff raccoglieva sotto termine "impressioni".
Il nostro sistema sensoriale e sensuale convoglia ogni stimolo esterno che il mondo produce e tramite questo lavoro, se esso venga compiuto su impressioni di alta vibrazione, può elevarsi, scartare le proprie manifestazioni inferiori e generare le proprie forme più alte.
Sempre secondo Gurdjieff, esistono forme d'arte oggettiva e soggettiva.
Nel primo caso abbiamo a che fare con opere che riuscirebbero oggettivamente a provocare sempre lo stesso tipo di effetto su sistema sensoriale di chi riceve, a colpire sempre gli stessi centri, l'emotivo o il mentale, l'istintivo o il motorio, con la ripetibilità tipica delle scienze esatte.
Si narra che nelle sue peregrinazioni per l'Asia a capo della carovana di persone con le quali compiva il suo lavoro spirituale, egli abbia mostrato loro antichi manufatti artistici capaci di produrre il riflesso dell'arte oggettiva, manufatti che nel suo racconto avrebbe attribuito addirittura a perdute civiltà prediluviane.

E oggi?
Oggi esiste l'arte oggettiva, la bellezza ripetibile?
Non sono in grado di dirvelo.
Posso tuttavia parlarvi dello shock estetico, della capacità intrinseca alla bellezza stessa di creare mutazioni sensibili nell'animo di chi osserva, con impatto anche intenso e a tratti violento, come pare accada nella sindrome di Stendhal.
La bellezza è in sé metodo educativo. Esporsi ad essa necessariamente produce mutazioni nel nostro animo, o, per dirla sempre con le parole di Gurdjieff, essa crea riverberi sui nostri centri superiori, alimentandoli con precise frequenze, e di volta in volta accordandoli in vibrazioni sempre più alte.
Diotima insegnò a Socrate l'arte della maieutica attraverso la condivisione e la ricerca della Bellezza.
A scuola non insegnano mai che fu una donna a partorire Socrate come filosofo, un'etera per giunta, ma anche sacerdotessa e fine disquisitrice.
La Bellezza era un tema caro agli antichi, che coincideva con i valori più alti perseguibili dall'essere umano.
Ricordate il vecchio caro ritornello che ci insegnavano a scuola: il Bene, il Vero, il Bello.
E Diotima, nelle parole di Socrate, lega la ricerca di questo Bello assoluto e oggettivo, mai definitivamente raggiungibile, alla tensione erotica, freccia desiderante che tende l'uomo verso l'infinito.
In Eros, figlio di Afrodite, antica dea della bellezza, si consuma il fuoco dell'anima umana.
Bruciamo dunque di desiderio ardente che ci accosti al misterioso segreto di questa dea che sopra tutte vinse, nel giudizio della mela.



giovedì 22 settembre 2011

L'occhio interno

Sapete quando una persona sta meglio?
Quando il suo occhio non è offuscato. 
E' certo che un uomo lo si comprende assai meglio dagli occhi che non dalle parole, scrisse a riguardo lo scrittore austriaco Robert Musil.
Offuscato significa tormentato. 
L'occhio è tormentato quando è fuori tempo.ossia sfasato, quando non è nelle cose come sono. Accade cioè ogni volta in cui il nostro sguardo è tutto concentrato sull'esterno, sul passato o sul futuro, sulle presunte cause, sugli obiettivi, sui progetti.
In altre parole, l'occhio è offuscato ogni volta in cui insegue i fantasmi della mente.
Gli occhi sono i nostri semi. 
L'occhio feconda: si tratta di un potere straordinario e unico. 
Lo sguardo è simile a una secrezione spermatica.
Dove poni lo sguardo, ti crei. Posizionandolo sul tuo interno, lo fai fiorire.
Per vivere bene, devi vivere con le leggi dell'anima.  E l'anima chiede solo di essere guardata, non di essere guidata o costretta a percorsi non suoi.
Quando giunge la tristezza, osservala e abbandonati ad essa. Se viene è perché svolge una funzione che tu non conosci e non devi conoscere. E'quanto mai utile diventare, per così dire, stranieri a se stessi, rispettare il mondo interno così com'è ed evitare la tentazione di correggerlo.  Il filosofo e matematico Pavel Florenskji scrisse a proposito della percezione che cambia la vita: "L'essenza stessa della percezione geniale del mondo  sta nella capacità di penetrare nel profondo delle cose, mentre l'essenza della percezione illusoria sta nel nascondere a se stessi la realtà

La Festa dei Morti a Palermo

“ Pi rifriscarici l’arma ” A Palermo, ancora oggi, per la Festa dei morti, i genitori regalano ai bambini dolci e giocattoli, dicendo loro...