venerdì 17 dicembre 2010

Il buio dell'Anima

Quando la Luce si spegne, la Direzione è dentro di noi.
Il Buio è iniziato il 13 Dicembre con la festa di Santa Lucia, che, simbolicamente, perde i suoi occhi da mortale per rinascere a nuovi occhi, quelli della Vista, aperti alla modalità interiore.
Ecco ciò che accade in questo cupo periodo dell'anno in cui ci si avvicina in modo stringente alle energie dell'oscurità, dominate da una forte presenza Yin.
Tutto è in nuce, tutto diventa potenza, seme, forza concentrata in se stessa nello sforzo di ritrovarsi prima di esplodere nella nuova generazione dell'anno.
Il mondo si piega su se stesso e, in questa ombra iniziatica, la guida è il senso interiore, l'emozione, la connessione profonda con se stessi che radica alla terra nello smarrimento del vento boreale.
La paura ci avvolge, la via è perduta, le intenzioni camuffate, i nemici sono in agguato nelle pieghe dei muri e delle porte come quando, da piccoli, allo spegnersi delle luci della stanza, tutto ci sembrava irreale e onirico e le inquietudini erano mostri nascosti sotto le tavole del letto.
Il cigolio lento della molla era il vago ghigno della strega invernale che sbatteva con la coda della scopa contro i vetri della nostra stanza.

"Affronta le tue paure," suggerisce il Sud "le emozioni nascoste dietro le ansie che agitano i tuoi sogni. Questa è la notte buia dell'anima. Bisogna percorrerla come percorso di fede, come suggeriva Giovanni della Croce, con passo di funambolo svelto e senso interiore. Il cammino non è sicuro, ma bisogna accettare di smarrire le proprie certezze".

Bisogna accettare di perdersi.
Arriverà la mezzanotte e ci troverà rannicchiati gli uni contro gli altri a luci spente e senza fuoco che scaldi.
In quante notti così il mondo si è chiesto se di nuovo sarebbe sorta la Luce, se il Sole avrebbe vinto le forze oscure della Notte e del Caos.
E, tuttavia, è il Caos che partorisce il mondo e questo gli antichi lo sapevano bene.
Le stelle nascono dalla danza della Donna con il Serpente.
Le stelle nascono dalla con- fusione.

A 0° gradi del Capricorno, l'eroe Ercole, l'eroina Inanna siedono sotto l'albero di Yggdrasil, che è la colonna che collega i tre Mondi, quello di Sotto, quello di Mezzo, quello in Alto, decretandone la connessione e la stabilità.

L'eroe è lo sciamano che danza fra le dimensioni e si ricorda  di se stesso.
L'arma è la Consapevolezza, l'afferrarsi al flusso di coscienza interiore, alle emozioni, al sentire illuminato dalla Presenza che guida al buio nell'oscurità del nostro vivere.





Astro Christmas in Jazz


Il 25 Dicembre alle ore 22:00
presso il bar caffè Les Amis
Bolano, Fisciano (Sa)
serata di previsioni astrologiche
 per il nuovo anno
con 
Maria Luisa Pesce,
accompagnate dalla buona musica jazz
 di 
Linda Andresano (vocalist)
Maurizio Galdieri (piano).




Bar Cafè Les Amis
Piazza S.Quirico
Bolano, Fisciano (Sa)
                               

Tra musica e astrologia


     
  22 Dicembre Mercoledì 22 Dicembre
ore 21:30
Serata previsionale per il 2011
presso il caffè Holliwood
in occasione dei festeggiamenti 
per il secondo anno di attività.
La festa sarà accompagnata 
da un gradevole aperitivo
e buona musica lounge.


Holliwood Cafè
Via Tenente Falco 31/1
Mercato San Severino (Sa)

lunedì 13 dicembre 2010

Nonna Lucia

I lunghi pomeriggi trascorsi accanto al sole attraverso le finestre della tua modesta casa.
La seggiola piccina di paglia intrecciata che mi attendeva di fronte alla tua, per me così maestosa, dal basso dei miei anni.
I tuoi capelli, grigi nell'azzurro con eleganti pettinesse d'osso a tenerli fermi, nelle onde che oggi sono le mie.
Quelle tue mani, mani rugose ma gentili, mani di donna nobile e scrivana piegata ai ragù domenicali e a battere la carne sul tavolo grande il Sabato, prima della festa, in cui nonno ti ingombrava la casa di pacchetti.
E la saggezza di quell'incavo nella pasta morbida ripetuto per cento e mille "cavatielli" sulle due spianate da una stanza all'altra.
E il pane caldo di sugo e di vapore a colazione, la Domenica mattina, o la prima forchettata di bucatini e uovo prima di cuocere il pastiere di maccheroni con formaggio e latte.
Poi, sulla destra della camera più interna, di fianco al letto grande e a quello più piccino, di una piazza e mezzo, nel quale dormivo fermandomi da te, il primo altare che io abbia mai concepito e visto.
Sui quattro cassetti con maniglie d'osso, sovrastati dall'imponente piano di marmo venato di crema e caffè, Lei, come mai non ho più potuto concepirla: lucente il poco per svelarne il segreto potere a chi potesse scorgerlo, il capo piegato piano sul mento a guardare invisibili supplici, la gola rossa e avida del serpente che, più che essere schiacciato sembrava fuoriuscire dal suo corpo come una infinita propaggine che ammicca all'eterno ritorno delle cose, tempo dopo tempo, nel persempre.
Lumini rossi di cera e rosari a mille e grani di incenso arsi vivi nella "vrasera" ai vespri, e tutte quelle infinite forme ripetute, tutte quelle dee...madri e donne e regine e sante... tutte da ricordare nelle parole sapienti dei tuoi racconti sulla Vergine che, a Siracusa, non volle concedersi a uomo, finendo per perdere quegli splendidi occhi che si mutarono in perle ancora più cangianti.
Le vite dei Santi.
Quell'intima confidenza fra te e quella Regina assisa sul tuo comò di circostanza,  a cui volgevi spesso lo sguardo e le preghiere.
Unica e sola per te, la sola Dea che accettavi nel tuo cuore, fra le tue braccia.
L'infinita sapienza dei versi tuoi ad andare lontano nelle lettere per i dispersi degli affetti, quelle parole vergate con fermezza e con amore.
L'eleganza.
Le bottigline di rosolio traslucide e i piccoli calici a fiore nella credenza, quelle poche cose, eco di lontane ricchezze, abbandonate per la guerra, l'amore, il fascismo: persino la fede, piccola verga dorata, di cui conservavi solo il segno.
Non fu vita facile.
Non lo fu per nessuno e tu perdesti il figlio, la bellezza, le mani lisce da scrivana, i pochi libri.
Non fu facile, ma tu eri un fuso, ancora a ottant'anni.
Con la solita grazia, l'eleganza che non ti abbandonava mai, il portamento fiero e le mani operose.
Avanti, avanti e avanti, come un treno sicuro, nella fortuna fluttuante dell'umana vita, avanti, avanti, avanti e, come unica certezza, la Dea Radiosa portatrice del tuo raggio.
Insostituibile. Nonna Lucia.


mercoledì 8 dicembre 2010

Arcano della Magia- Intervista a Maria Luisa Pesce, di Carina Spurio


Leggendo la sua prefazione mi sono venuti in mente i versi della grande poetessa Emily Dikinson tanto che glieli cito: “Non posso essere sola,/mi viene a visitare/una schiera di ospiti,/non sono registrati, /non usano la chiave, /non han né vesti, né nomi,/né climi, né almanacchi, /ma dimore comuni, /proprio come gli gnomi,/messaggeri interiori/ne annunciano l'arrivo,/invece la partenza/ non è annunciata, infatti /non sono mai partiti.” Così è stato per lei “in quel pomeriggio di agosto, dopo che alcune dee vennero a visitarla”? 

Sono una visionaria. 
Non di rado le più grosse intuizioni giungono a me per i canali del pensiero laterale, piuttosto che per le vie convenzionali della ragione.
Ogni mio progetto è prima di tutto un insight, un'emergenza improvvisa di una rete di conoscenze che, dopo essere state tenute in fermentazione, assumono, attraverso misteriosi processi, forme definite che giungono sulla soglia della consapevolezza in modo del tutto... inconsapevole.
Forse (la mia è un'ipotesi) sono le donne a pensare in questo modo o, meglio, quanto di noi è femminile.


“Nasce sotto il segno dei Pesci con l’ascendente e la Luna in Sagittario” e si definisce un’inquieta non domata. Il suo Sole in Pesci, seppur immerso nel regno visionario di Nettuno, le aveva annunciato la scrittura alla sua nascita, in tempi non sospetti … 

O forse, proprio poiché immerso nel regno di Nettuno, c'era da aspettarsi che si manifestassero alcune propensioni.
Nettuno è signore degli artisti e dei mistici, in astrologia: una magnifica porta, che inabissa i folli e innalza i veggenti.
In sé possiede una valenza neutra, siamo noi uomini a farne uno strumento di elevazione o di caduta.
Eppure, per quanto riguarda la mia persona, devo molto di più ad altre componenti del mio cielo, per esempio ad Urano, pianeta androgino per definizione, che protegge coloro che hanno bisogno di cambiare continuamente e di precorrere i tempi, sognando nuovi squarci del domani.


Lei scrive : “un tempo i fiumi avevano voci e le sorgenti nascondevano ninfe. E ancora: “Un corvo che bussa alla tua finestra è un invitato di Odino e la civetta viene a dirti che qualcosa si sta compiendo definitivamente.” Sperimentare il sacro sottoforma di territorio è anche una caratteristica degli Indiani d’America. La stessa capacità ritrovata in una poesia di un anziano cherokee che recita così: “Molte delle cose che sappiamo le abbiamo imparate dalla roccia. Puoi anche parlare ad una roccia … ma devi sapere come fare a parlare alla roccia.” Gli Indiani d’America avevano imparato a comunicare con la roccia, mentre Odino diede alle rune il potere di comunicare con gli uomini. Anche nei suoi versi gli dei chiedono un contatto umano. 

Le deità sono agglomerati di pensiero, come spiega Alan Moore.
Voglio dire che i nomi, i segni, i simboli, alla fine non sono altro che reti neurali che si intersecano a creare una forma (o molte più d'una) nello spazio- tempo del Pensiero, che è territorio comune a tutti gli uomini.
Gli dei sono umani.
Non potrebbero essere null'altro se non questo.
Gli indù sono la cultura politeistica più tollerante della storia dell'umanità.
Essi sostengono che ogni dio è indispensabile, essendo una sovrapposizione di proiezioni utili all'illuminazione dell'essere umano.
Equivale a dire che, se, per esempio, ho necessità, in questa vita, di adorare un dio bambino, con molta probabilità, a livello più o meno inconscio, sto cercando di recuperare un rapporto con il mio Puer interiore, che, per urgenza di adattamento e di educazione, ho relegato in una zona d'ombra.
Tuttavia esiste altro. Parlo di energia, di una sorta di intelligenza immanente alle cose, che prende la materia inerte e la rende più della materia stessa.
Io credo in questo. 
Credo nella sottile vibrazione eterica che anima la natura delle mondo.
Lo chiamo “sciamanesimo”.


Qual è il suo rapporto con gli autori del passato?

Ho la tendenza ad essere antica e modernissima insieme.
Amo visceralmente la poesia del passato, che spesso era non solo amorosa, ma sacra.
Ricordo con particolare interesse il poema sumerico dedicato alla discesa di Inanna, dea dell'amore, nel regni oscuri della sorella Ereshkigal, alla ricerca dello sposo perduto Dumuzi.
Sempre nella schiera dei poemi che sono insieme iniziatici e amorosi, non posso non citare il Cantico dei Cantici,che si vuole celebri il rapporto fra Salomone e la regina di Saba, ma che, più probabilmente, è una raccolta di canti pronubi pastorali.
Trovo sorprendenti l'epopea di Gilgamesh e del suo inseparabile compagno Enkidu e il poema della creazione denominato Enuma Eli.
Ho nutrito parecchio interesse per la poetica espressa dai Fedeli d'amore, un ordine segreto iniziatico a cui aderirono molti mistici sufi(tra questi Ibn Arabi) e i tanti artisti che, fra il Duecento e il Trecento, sulla scia della corrente catara e neoplatonica, individuarono in un principio femminile e sapienziale, Sofia, Anima mundi, la porta verso l'elevazione.
Ho amato molto i lirici greci, Saffo, Mimnermo,Ibico, Tirteo, per la componente intimistica che hanno saputo infondere ai loro versi.


Tra gli autori contemporanei, a quali si sente più vicina e perché?

Non posso non citare Jack Hirshmann, poeta tutt'ora vivente, di origini newyorkesi, che ho avuto la grande fortuna di conoscere personalmente in una fase altamente formativa della mia esistenza, quando, collaborando con la Casa della Poesia, ho avuto modo di ascoltare alcune fra le voci più interessanti del panorama internazionale contemporaneo.
É a lui che dedico il mio Arcano della Magia, a lui che di arcani ne ha scritti tanti, coniando questa forma: diversi anni fa, ero poco più di una ragazzina, in un caffè letterario salernitano, ebbi l'onore di leggere di fianco a lui la traduzione italiana del suo “Arcano di Shups”, scritto nel ricordo dell'agonia di suo padre e che tanto mi ricordava quella sopportata dal mio.


Cosa ne pensa dei libri di poesie e degli e-book , le vie alternative che sfuggono ai meccanismi complessi dell’editoria? 

Io non sono una tradizionalista.
Non amo le forme consolidate, devo continuamente reinventarle, quelle forme, romperle e ricrearle.
Non sono legata all'oggetto libro in sè, ma apprezzo il senso della bellezza che un oggetto per sua conformazione può esprimere.
Trovo interessanti i libri d'artista, trovo interessanti i libri ben fatti, trovo inutile molta produzione editoriale moderna.
Un libro, un ebook, poco importa.
Apprezzo il connubio di tecnè ed eidos.
Apprezzo le forme che hanno un'anima.
L'anima feconda la materia, tutto il resto è discorso sterile.


Un ricordo …

I pomeriggi intensi trascorsi accanto a mia nonna che mi ha trasmesso l'Arte.
La dolcezza dei sorrisi di mio padre.


Un ringraziamento …

A mio zio, il pittore e incisore Antonio Pesce, mio mentore nella vita e nell'arte, nell'equilibrio e nella misura.
A lui, che mi ha insegnato che l'irruenza di Dioniso Zagreus può essere cavalcata da Hermes psicompompo, che dall'Ade si può emergere trionfanti, dopo aver rinvenuto il proprio oro.


Qual è il rapporto con Salerno la sua città?

Non ho un rapporto con le città, ma con i territori. Esistono luoghi che hanno un'energia: così è per la fonte di Faiano, così per il castagneto di Calvanico, così per la montagna di Bracigliano che sorveglia con attenzione la mia casa, così per il terreno incostante di Hera Argiva, così per la chiesa di San Michele di Mezzo che sorge su una linea di forza.
Sono una sciamana: io amo la terra.


Nel frattempo il suo Sole in Pesci si è liberato dall’opposizione di Saturno …

...ma si è rivestito delle potenti energie di trasformazione incarnate dalla congiunzione di Giove e Urano che lo investiranno fino alla fine di questo anno. Era scritto che io dovessi mettere ancora più a nudo la mia anima...


domenica 21 novembre 2010

L' Uomo Reale

Cos'è lo sciamanesimo?
Lo sciamanesimo è vita, è la rete di tutti gli eventi, le persone, i significati, i simboli che costellano le nostre esistenze.
A differenza di molte religioni che individuano il senso dell'uomo in un mondo altro dal nostro, lo sciamano è l'essere perfettamente radicato nella terra sotto i suoi piedi e non potrebbe essere altrimenti.
Francesco che, nelle leggende care alla tradizione popolare, incontra il lupo e conversa con gli uccelli o, ancora, sale sulla vetta più alta per cercare comunione con il suo Dio, o, infine, in un atto creativo sublime chiama sorella e fratello tutte le creature del creato, compresa Sora Morte, è lo sciamano risolto delle nostre terre.
Ogni suo atto sarebbe comprensibile a un uomo di medicina delle Ande forse più che ai nostri occhi di profani.

Gesù che, nei  suoi momenti di estasi, si ritira nei luoghi più riservati della natura per meditare e, in intima comunione con le cose, moltiplica i pani e i pesci, o ancora, parlando all'energia dell'individuo ancora prima che alla sua malattia, lo guarisce con parola di potere, ne è un altro eccellente esempio.

Non bisogna andare molto lontano per trovare esempi di guaritori legati alla terra e agli animali che, nel contempo, sono viaggiatori fra i mondi capaci di riportare indietro frammenti persi di anima, causa di alienazione e malattia.

Lo sciamano è radicato nel suo corpo.
Non fugge, non si dissocia, non è Altro da sé: è perfettamente se stesso.
In questo gesto di sublime integrità, egli è REALE e proprio la coincidenza di immagine ed essenza gli causa spesso accuse di "schizofrenia, dissociazione, alienazione".
Il guaio serio è che non siamo abituati ad essere veri.
Ho citato figure di uomini di medicina, ma per correttezza dovrei dire che la prima capacità di guarigione appartiene alle donne che, più di ogni altro essere umano, vivono nel corpo.
Eventi come il ciclo, la gravidanza e la menopausa ci vincolano alla forma che abbiamo in un modo che in passato è stato così evidente da generare ogni forma di ginecofobia e discriminazione sessista.

I padri della chiesa, nella loro imperfetta e parziale visione della realtà, hanno tacciato la donna di ogni forma di impurità proprio per questo essere nel mondo e del mondo e tutte le persecuzioni che ella ha subito ci parlano della schizofrenia di questa società: una lunga, lenta ed inesorabile frattura che ha scisso l'Ego del pianeta e in particolare delle comunità occidentali, portando alla luce il maschile ed il destro, il Logos ed il cielo, e ponendo in ombra (un'ombra indubbiamente junghiana) il femminile e il sinistro (pensate a quali connotazioni assuma questa parola nel nostro vocabolario), l'intuito e la terra.

La scissione si riflette nel corpo mutilato e afflitto dalle piaghe dell'Aids, nell'impossibilità delle donne di governare in modo autonomo e responsabile la propria fertilità, nelle forme piramidali di potere, nella rovina sistematica del nostro ecosistema, "corpo" della Terra.

Si riflette inoltre nei cibi transgenici, nell'incapacità di gestire la massa crescente di rifiuti, nell'allevamento selvaggio degli animali, nella perdita di ogni sacralità di queste creature che un tempo erano scintille numinose di conoscenza.

Lo sciamanesimo non può non comprendere al suo interno l'ambientalismo, il femminismo e l'ugualitarismo.
Non può non essere dalla parte delle donne e della terra, degli animali e dei diversi.
Non può non essere comunitario.

Non è un religione, né mai desidererà esserlo.
E' una mappa della realtà così come, forse, la vedono i bambini quando ancora noi adulti non abbiamo insegnato loro a "guardare" alla nostra maniera.
Credo fosse questo che Gesù intendeva quando invitava a tornare simili ai piccoli.
Ci sono reti di energia che si possono distinguere solo con certi occhi, natura ed essenza delle cose che si possono percepire solo con le dita palmate degli esseri anfibi, capaci di respirare in questo ed in altri mondi.
Forse questo è ciò che è capitato ai nostri polmoni spirituali: col tempo si sono atrofizzati preferendo l'aria a ogni altro tipo di elemento.
E, tuttavia, i primi esseri che popolarono le terre emerse furono creature capaci di respirare in entrambi i modi.
Lo sciamano è un anfibio.
Proprio per questo è un guaritore.
In un modo che sfugge alla nostra ragione, egli, che vive in questa realtà e in quella del sogno, fa ogni notte la spola fra tutti i mondi possibili (che non sono solo quelli che appartengono al nostro comune piano di esistenza) portando a questa terra le informazioni che, paradossalmente, ma inevitabilmente, contribuiscono a renderla, ogni giorno che passa, sempre più solida.



sabato 13 novembre 2010

Il Lupo e la Pantera, la Civetta e il Corvo.

Nel sogno, che è mio canale preferenziale, vengono gli animali di potere a dirmi i miei talenti, uno alla volta.
Anni fa, durante una crisi personale molto forte, sognai di essere un lupacchiotto azzoppato e che un maestoso lupo argentato veniva a dirmi, chissà da quali profondità, che non potevo arrendermi, perchè discendevo direttamente dalla sua stirpe.
La sua parola fu così convincente che io, cucciolo spaurito, decisi di alzarmi e, d'improvviso, non ero più azzoppata, ma mi reggevo perfettamente sulle quattro zampe.
Qualche tempo dopo, sempre nello stesso periodo di crisi/trasmutazione sciamanica, comparve un altro affascinante animale: sempre nei miei sogni, venne a me una splendida pantera nera, chiedendomi di danzare un tango nella balera che ci ospitava e ferendomi, o meglio marchiandomi poi una spalla, con una sua artigliata, che fece sgorgare sangue rosso vivo sul fiore bianco della mia pelle.
Mi sono arrivate poi negli anni, da allora, numerose civette a dirmi che alcune fasi della mia vita dovevano concludersi (e difatti di lì a poco si sarebbero chiuse) e falchi moribondi a simboleggiare un uso improprio di alcune mie scelte.
Secondo gli Indiani d'America, ognuno di noi possiede una "famiglia" composta da sette animali totemici (tante quante sono le direzioni: Nord, Sud, Ovest, Est, Sopra, Sotto e Dentro)  più altri due che simboleggiano il nostro lato maschile e quello femminile e che ci vengono assegnati fin dalla nascita.
Tutti loro possono attraversare in molti modi il nostro sentiero per suggerirci le necessarie intuizioni.
Esistono poi, secondo gli sciamani, i cosiddetti "spiriti aiutanti", che talvolta si manifestano assumendo forme animali (sono quelli che coloro che praticano la stregoneria chiamano famigli).
Qualche giorno fa, nei sogni di una mia amica, è comparso un nugolo di corvi accompagnato (ma l'associazione è d'uopo) da fiotti d'acqua che abbattevano pareti e ci siamo chieste (e anche risposte) se non fosse quello il manifestarsi di un dono di cui in fondo conoscevamo già l'esistenza: la Vista.
E interrogandoci sul sogno suo di tramutarsi in gatto e sul fatto indubbio che la mia, di gatta, abbia scelto me per istinto, aggrappandosi fermamente al mio maglione per non abbandonarmi più, ci siamo risposte che, come ogni spirito aiutante che si rispetti, questo essere così arguto veniva ad insegnarci l'esigenza di un atteggiamento zen di conservazione energetica, in vista dello scatto finale e risolutivo.
Animali, animali, animali: un mondo meraviglioso di intenti e coincidenze che costella le nostre vite numinose, disseminandole di segnali, o meglio di segni, di analogie e di simboli che comunicano direttamente al nostro inconscio, raccontandogli quello che la parte della nostra mente che ragiona in digitale non sa fare: l'essenza della magia.



domenica 24 ottobre 2010

Astrologia: struttura profonda dello sciamanesimo femminile.

L'astrologia antica si basava sul corpo.
Era compito delle donne portare avanti il computo del tempo per la comunità, basandosi sul proprio ciclo mestruale, che veniva assimilato a quello lunare.
Il calcolo veniva poi registrato su ossa che risultano essere i nostri primi "calendari".
Inizialmente lo sciamanesimo e l'astrologia erano un tutt' uno, quando ancora, in quella che, sprezzantemente, gli antropologi chiamano "mentalità magica", il senso della natura e quello del corpo non erano slegati, ma scambievolmente fusi uno con l'altra.
Il passo successivo fu quello di far diventare l'astrologia una scienza, quando per millenni era stata un'esperienza dei sensi.
Urton fa notare che il ciclo periodico femminile deve aver condotto naturalmente allo sviluppo di zodiaci lunari personali, poi divenuti zodiaci standardizzati.
L'astrologia femminile si basa sul corpo e sulle sue intuizioni.
É tramite questa versatile antenna che ci connettiamo alla danza dei giganti in cielo, i cui passi scuotono le radici profonde della terra.
Microcosmo e macrocosmo sono coesi in un amplesso di proporzioni cosmiche.
L'astrologia può alleviare i nostri timori e ridarci il senso del nostro passaggio qui in questa esistenza. Può creare una struttura forte che sostenga le nostre vite e ci dia fede in una evoluzione possibile.
Poichè nella nostra società manca una forte base spirituale, il senso di vuoto è prepotente e diffuso.
Alla base di questo c'è il fortissimo lavoro di censura che buona parte della nostra cultura normativa, discendente dalle leggi del Padre, ha compiuto per sacrificare il corpo alla mente, il radicamento nei sensi alle ordalie del pensiero scientifico, il circolare al lineare.
E' possibile riproporre allora l'astrologia sciamanica come un'esperienza dei sensi, dunque tantrica, che, soprattutto per quanto riguarda le donne, potrebbe cominciare dall'osservazione del proprio ciclo in accordo con le fasi lunari e con il transito della Luna in ciascuno dei dodici segni dello zodiaco celeste, cercando di avvertire di volta in volta che effetto ci fa il passaggio del satellite in un segno di acqua o di fuoco, di aria o di terra.
Intensificando la nostra percezione corporea in relazione agli spostamenti della luna e degli altri pianeti, amplificheremo la nostra clairsentience, la capacità di conoscere attraverso il corpo. In questo processo l'intelletto non è coivolto in maniera primaria, ma ogni singolo aspetto di noi viene messo in gioco: le emozioni, le impressioni, le sensazioni, l'intuito e l'istinto.
Questo processo a lungo andare contribuirà alla creazione di un centro di autorità interiore che baserà il suo sapere non sul mero dato nozionistico, bensì su una sorta di verifica personale che aiuterà a credere solo se per noi quell'insegnamento è valido.
Si potrà poi passare dalle fasi lunari ad aspetti più complessi dell'astrologia, assimilandolo uno alla volta.
L'esperienza potrebbe essere affascinante e mostrarci cose che non pensavamo esistessero, offrirci segnali per correre la nostra corsa divertendoci, con la possibilità di non soccombere nel percorso, ma godendoci pienamente il cammino.

domenica 10 ottobre 2010

Rituale di celebrazione per l'Equinozio d'Autunno

Il 24 Settembre è stato un momento incantevole perché, in accordo con la mia amica Linda Andresano, presidentessa dell'Associazione OrmaNomade, con la quale collaboro, abbiamo avviato un processo splendido: la celebrazione rituale degli otto momenti sacri del Calendario Sciamanico, che si svolge presso i locali della Libreria Aldebaran di Salerno, specializzata in testi esoterici.
L'occasione e il fato hanno voluto che cominciassimo proprio dall'Equinozio d'Autunno, la festa nella quale luce e ombre si pareggiano, in perfetto equilibrio, e ci viene fornita l'occasione di fare un bilancio materiale e spirituale della nostra esistenza.
Il rituale prevedeva la narrazione della bella fiaba siciliana di Cerere e Proserpina, metafora della discesa dell'anima nei reami di Ade, nella lunga incubazione che precede la rinascita.
Abbiamo poi condotto una intensa visualizzazione che ha permesso a tutti noi di sentirci parte delle radici degli alberi più antichi e sacri e, infine, un piccolo rito ha fatto sì che le persone intervenute si liberassero energeticamente (perché sempre le cose avvengono prima nel regno dello spirito e poi in quello della materia) di scorie sgradevoli che sono state alchemicamente tramutate in fertile humus per futuri progetti.
Poi, come nelle migliori tradizioni, tè caldo e dolcetti hanno disteso i nostri sorrisi.

Qui di seguito il link che rimanda alle belle foto dell'evento, che rimangono come memoria e traccia del Tempo del Sogno.

Clicca qui per visualizzare le immagini dell'Evento.

Il Ciclo Solare dell' Anno.


Gli antichi, assecondando per necessità i ritmi delle stagioni e della terra, da cui traevano sostentamento e vita, scandivano l'anno agricolo, con i suoi flussi di vita morte e rinascita, in otto feste rituali, che avevano non solo sapore contadino, ma anche significato sotterraneamente esoterico.
Ricordate infatti che Eleusi era centro di un antichissimo culto dedicato a Demetra e Kore, meglio conosciute come la Madre e la Figlia, i cui poteri si estendevano sulla vegetazione?
Nei sacri Misteri Eleusini la morte del seme nel caldo grembo della terra, così come la rituale discesa di Persefone nel regno oscuro di Ade, precedevano la rinascita annuale di nuova vegetazione nei campi e la risalita di Kore, dea della primavera, scortata da Ermes psicopompo, ai luminosi reami della madre.
Allo stesso modo, l'Anima umana subisce un periodo di incubazione nei territori dell'Oltretomba per poi rinascere in nuova guisa, dopo aver cancellato ogni ricordo della vita precedente bevendoi alla sacra fonte del fiume Lete.
L'antichissima teoria della reincarnazione nasce da questa semplice osservazione del ciclo di morte e rinascita della semenza, affidata al campo smosso da poco con la lama dell'aratro.
E non è forse sbagliato supporre che la formulassero le donne che, per prime, sempre osservando, elaborarono l'agricoltura, i primi manufatti e le primitive forme di culto riservate ai morti.
E' universalmente riconosciuto infatti che furono le donne a creare forme stabili di civiltà.
In un mondo in cui far nascere i figli, coltivare la terra e adorare gli spiriti degli antenati doveva avere pressappoco lo stesso sapore, non esisteva nessuna visione duale delle cose, ma una più omogenea visione olistica che tutto comprendeva e assorbiva in un disegno segreto e al contempo manifesto dell'esistente.
Furono le donne a identificare gli otto momenti rituali di questo calendario antico insieme agricolo e spirituale?
Probabilmente si.
All'inizio il tempo venne scandito dai cicli lunari/mestruali il cui computo era parte degli obblighi delle sacerdotesse/sciamane della tribù.
Nasce così il mese di 28 giorni e l'annotazione dei pleniluni e dei noviluni, delle fasi crescenti e calanti.
Il parto e i riti ad esso legati imposero forse la necessità di un calcolo del tempo che comprendesse periodi più lunghi ed ecco i tredici mesi lunari, che raccontavano il ciclo del Sole, figlio della Dea, concepito e generato nel suo grembo, partorito, reso forte abbastanza da diventare uomo e abile cacciatore, capace di congiungersi alla Dea nella sua forma d'Amante, benedicendo così con il loro amplesso la terra e donando fertilità a tutte le cose, per poi declinare lentamente, morire ed accettare la lunga incubazione nel regno delle ombre, prima di una nuova, ma inevitabile rinascita.
Quello che oggi conosciamo come il Ciclo dell'Eroe era un tempo un ingegnoso alternarsi di Yin e Yang, di Terra e Cielo, di Dio e Dea che si esploravano reciprocamente nella loro danza.
L'energia femminile poteva dunque manifestarsi come Vergine, Amante, Madre, Crona, Morte e Rinascita e poteva declinarsi in tutte queste forme senza fissarsi in nessuna.
L'uomo poteva riconoscersi nel Figlio, nell'Amante, nel Vecchio, nella necessaria Morte e attendere speranzoso nuove rinascite.
Questa ritualità, questa ciclicità offriva conoscenza a tutti e per un tempo lunghissimo ha sostenuto le vite degli uomini in un mondo pieno d'avversità.
Il sentiero cominiciava a Samhain, il 31 Ottobre, quando le porte fra i mondi si assottigliavano, permettendo il passaggio sia ai vivi che ai morti. In questo periodo oscuro poteva capitare che un uomo si smarrisse per mille anni nel regno di Faerie, dove il tempo non trascorre secondo i nostri comuni criteri, credendo di aver vissuto un solo giorno della sua esistenza.
In questa fase il Dio è morto e il suo regno è quello dello sciamano Cernunnos, signore della soglia, dove l'anima attende di essere rigenerata.
Dopo il necessario periodo di incubazione, Egli rinasce nella sua gloria il 21 Dicembre, giorno del Solstizio d'Inverno, dopo una lunghissima notte nella quale ogni essere sulla faccia della terra ha temuto che il Sole non festeggiasse mai più una nuova alba.
A Candelora, il 2 febbraio, Brigit, la Vergine, esce dalla grotta in guisa di marmotta e a cavallo della sua scopa chiama a raccolta tutte le streghe. Questa è la festa dei poteri oracolari che appartengono di diritto a tutte le donne, ma anche la festa di tutto ciò che ricomincia, dei nuovi propositi, di quello a cui si deve dare il necessario inizio.
L'Equinozio di Primavera celebra la fertilità: nell'Uovo primordiale che, leccato dal Serpente, frantumandosi, generò ogni cosa, riconosciamo la segreta abbondanza del principio vitale, che assicura sempre nuova e rigogliosa rinascita. Ecco spiegate le uova di Pasqua che ci regaliamo in questa occasione ogni anno.
Da lontano sentiamo arrivare l'eco delle risate degli amanti nella notte di Beltane, nella quale, dopo l'attraversamento del fuoco rituale, che un tempo purificava e benediva coppie di animali e coppie umane, sono i sospiri a farla da padrone nell'ombra complice del bosco, dove il Dio e la Dea, in forma umana, benedicono con la loro unione ogni nuova abbondanza.
Il 21 Giugno, giorno del Solstizio d' Estate, celebriamo il dio Cacciatore all'acme della sua virilità e forza, ricordando che, dopo ogni vetta, si nasconde l'inevitabile discesa e che, da qui in poi, l'Eroe, così come il Sole, inizia il necessario declino. 
Il dio Sole abbacina la terra con i suoi dardi di luce nel giorno di Lughnasadh, il 2 agosto; invecchia con l'Equinozio d'Autunno nel quale, come Saggio Senex, si prepara a volgere lo sguardo al lato oscuro, perchè invisibile, delle cose, e infine si consegna e muore nella notte misteriosa e insidiosa di Samhain, in cui tutto, misticamente, ha di nuovo inzio.
Una favola affascinante, dunque, regolava e scandiva le esistenze degli uomini antichi: un primitivo quanto saggio calendario solare che regolava le attività umane, accordandole con le energie materiali e immateriali del periodo, in una continua necessità di ascolto e modulazione/rimodulazione degli accordi del Piccolo in relazione al Grande, del Microcosmo in funzione del Macrocosmo, e viceversa.
Potete intimamente avvertire la sacralità e la bellezza insite in questo Mito Solare che si tramanda dalla notte dei tempi e che contamina, in modi e forme sottili, tutte le culture agricole, tra cui anche quella legata ai nostri luoghi?
Se solo cercassimo, troveremmo tracce, bagliori, segnali coperti dalla cenere o dal fumo negli occhi con il quale tradizioni successive ci hanno voluto confondere.
In questo articolo c'è un piccolo saggio di tutto lo splendore legato a questo ciclo di Vita/Morte/Rinascita che da sempre e profondamente introduce al significato esoterico ed essoterico della vita umana.
A voi, Ricercatori dello Spirito, volendo, il compito di continuare la ricerca.

La Festa dei Morti a Palermo

“ Pi rifriscarici l’arma ” A Palermo, ancora oggi, per la Festa dei morti, i genitori regalano ai bambini dolci e giocattoli, dicendo loro...