Quando questo avviene esse affermano di "non poter pensare a nulla di nuovo", utile o giusto per loro. Si lasciano facilmente distrarre da faccende di cuore, dall'eccessivo lavoro, dal gioco, dalla stanchezza o dalla paura del fallimento:
- talvolta non riescono a far funzionare i meccanismi dell'organizzazione e il loro progetto resta sparpagliato in mille pezzi
- talvolta i problemi derivano da ingenuità sulla propria estroversione. Pensano, azzardando qualche mossa nel mondo esterno, di aver aver compiuto davvero qualcosa, ma è come fare una cosa con le braccia, senza usare le gambe o la testa: rimane necessariamente incompleta
- talvolta la donna si muove nella sua introversione e vuole solo desiderare: pensa che avere un'idea sia sufficiente e che non occorra manifestarla
- altre volte subisce l'attacco di quanti la circondano o di voci che le risuonano nella testa: "La tua opera non è sufficientemente buona, nè abbastanza ben fatta. E' troppo pomposa, troppo misera, troppo facile, troppo difficile..."
- le scuse sono un'altra forma di inquinamento: "Non ho soldi, non ho tempo, non riesco a trovare il tempo, non mi sembra il momento giusto, l'umore non è adatto..."
Spesso siamo convinte che dobbiamo faticare per guadagnarci da vivere facendo cose che ci svuotano, non ci lasciano tempo per creare, distruggono la nostra volontà di immaginare.
Quando la creazione è avvelenata o impantanata, la donna cecra di ignorare le condizioni dell'animo.
Fa qualcosina, leggiucchia, ma sono tutte cose senza sostanza.
Sta soltanto prendendo in giro se stessa.
Quando il fiume muore, manca la sua corrente, manca la sua forza vitale.
Gli Indù dicono che senza Shakti, la personificazione della forza vitale femminile, Shiva, che racchiude la capacità di agire, diventa un cadavere.
Lei è l'energia vitale che anima il principio maschile e a sua volta il principio maschile anima l'azione del mondo.

Perchè si arriva a tutto questo? in che modo evitare questo "inquinamento" e se è già in atto come porvi rimedio?
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